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Libia-Sicilia, l’altra guerra del pesce e quel tratto di mare “proibito”

Libia-Sicilia, l’altra guerra del pesce e quel tratto di mare “proibito”

PALERMO – Finché nella Manica, attorno all’isola di Jersey, scoppiava la guerra del merluzzo e delle capesante tra Regno Unito e Francia, la «guerra del pesce», in corso da anni nel Mediterraneo centrale, tra Libia e Sicilia ha rischiato di fare una vittima. Giuseppe Giacalone, il comandante del peschereccio «Aliseo» della flotta di Mazara del Vallo, è rimasto ferito dai colpi d’arma da fuoco sparati da una motovedetta militare libica. «Colpi di avvertimento in aria per fermare imbarcazioni che avevano sconfinato nelle nostre acque territoriali», dice il commodoro Masoud Ibrahim Abdelsamad, portavoce della Marina libica. Ma a smentirlo è il dato inoppugnabile di quella ferita d’arma da fuoco provocata da spari ad altezza d’uomo. La Marina militare italiana, intervenuta con la fregata «Libeccio» in soccorso dei tre pescherecci mitragliati, dice che le imbarcazioni italiane si trovavano «nella Zona di protezione di pesca libica» a 35 miglia a nord della costa di Al

L’articolo intitolato: Libia-Sicilia, l’altra guerra del pesce e quel tratto di mare “proibito” è stato inserito il 2021-05-06 18: 45: 21 dal sito online (lasicilia.)

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