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Cattedrale di Palermo

Dove si trova la cattedrale di Palermo?

La Cattedrale di Palermo si trova nel cuore del centro storico di Palermo, zona molto frequentata dai turisti .
Circondata dalla via Vittorio Emanuele, la via Matteo Bonello,la via dell’incoronazione e la via Simone di Bologna.
I mezzi pubblici che arrivano vicino alla cattedrale sono:
Autobus 104
Autobus 110

Cosa Ammirare alla Cattedrale di Palermo
La Cattedrale di Palermo è uno di quei posti da non perdere per chi visita Palermo.
Potete passare molte ore ad ammirare la bellezza artistica e storica della Cattedrale abbondante sia all’esterno e all’interno.
La Curia ci suggerisce 3 itinerari tematici per chi vuole visitare la Cattedrale che ci fanno vedere le chiavi di lettura di questo imponente monumento.

  • Cattedrale Gualteriana: questo percorso vi porta a scoprire le origini della Cattedrale, con le zone che riconducono al tempio che l’Arcivescovo Gualtiero “Offamilio” volle e fece costruire.
    Uno di questi è il meraviglioso tetto a capriate della Cattedrale normanna
  • Dai Normanni a Federico II: visitate esterno ed interno della Cattedrale alla ricerca delle testimonianze della dominazione normanna e del tempo federiciano.
  • Santa Rosalia e la Cattedrale di Palermo: questo itinerario è dedicato alla patrona di Palermo. Cercate nella Cattedrale le testimonianze della devozione alla santa, il racconto della sua vita, del miracolo della peste e della festa a lei dedicata che si svolge nel mese di luglio.

Prenota la tua Guida alla visita della Cattedrale

La storia della Cattedrale di Palermo
Il duomo :
Esso fu fatto fabbricare da Gualterio II, arcivescovo di Palermo nel 1170 coll’aiuto del re Guglielmo II, avendo fatta buttare a terra l’antica Basilica.
Fu dedicato alla Ss. Vergine As­sunta in cielo.
Fu questo tempio rinnovato nell’interno nel 1781, e terminato nel 1801. Per cinque porte si ha l’ingresso in questa chiesa. La decorano ai quattro angoli quattro alte ed artificiose torri, ed un campanile.
La porta maggiore è artificiosancnte trava­gliata di varî arabeschi di marmo bianco con 6 colonne a spira.
Fu fatta fra gli anni 1352, e 1359.
Termina questa facciata con una catena di merli. Il lato meridionale di questa chiesa è superba­ mente architettato con ben intesi lavori d’intaglio, piccole cupole, finestre, e tutti gli ordini sono coronati di una continuata fila di merli sullo stile gotico. Sopra alcuni di questi furono collocate nel 1780 venti statue di marmo bianco, lavoro dei figli, e degli scolari di Gagini.
È ragguardevole e vieppiù degno di attenzione il porti­co, che precede la porta di questo lato meridionale, sostenuto da quattro colonne di granito di Egitto con tre archi acuti. Nella pri­ma colonna a sinistra di chi guarda leggesi una arabica iscrizione.
La facciata esteriore è tutta fregiata di nobilissimi lavori d’inta­glio di stile gotico.
Il lato settentrionale in faccia la Badia Nuova è ugualmente lavorato alla gotica con merli. Tutto l’interno della chiesa, col pavimento di marmi a disegno, è diviso in tre navate, la sua figura è in forma di croce latina, l’architettura è di ordine corintio, si estende in lunghezza palmi siciliani 380, in larghezza palmi 106, ed in altezza 88.
Comprende titolo, T, cupola, coro, cappellone, e gran numero di cappelle, tutte con isfondo.
La nave centrale è distribuita in 16 archi sostenuti da pilastri con le basi incrostate di marmi coloriti, in ognuno dei quali stanno annicchia­ te quattro colonne di granito di Egitto lustrate, e pulite, coi loro capitelli di marmo bianco di ordine corintio. Gli ornamenti sì de­ gli archi, che delle pareti e volte son di stucco sullo stile romano.
Le navi laterali han 14 cappelle con isfondo, e due porte, e fra le cappelle son comprese quelle del fonte Battesimale, e le due dei regî sepolcri; le dette cappelle sono decorate di stucchi, colonne, ed altari di marmo.
Tra lo spazio di ogni cappella, e l’arco che le corrisponde della nave centrale, sovrasta una mezzana cupola con finestre, e lanternino. Da una balaustrata di marmo è diviso il cap­ pellone da tutto il restante della chiesa. Sta in esso il coro per li canonici, e l’altare maggiore.
Questo è composte di diaspri, agate, lapislazzoli, e legni impietriti, la predella coi gradini sono tutti di granito, le due colonne sono di gallo antico. In fondo di questo cappellone merita osservarsi la statua di marmo bianco di Gesù Cristo resuscitato sopra il sepolcro, lavoro di Antonio Gagini.
Alle due rispettive mura laterali, che tirano per tutta l’estensione del coro, posano dentro nicchie altre dieci statue di marmo un poco più grandi del vero, lavoro del suddetto autore, tranne due, rappresentanti gli apostoli, e sotto le nicchie di queste statue son­ vi i bei quadri di marmo a tutto rilievo che raffigurano il diverso martirio di ognun di quei santi apostoli. Simili alle sopraddette sono le altre quattro statue delle braccia della croce.
È degno di tutta l’osservazione il pavimento di questo coro, ch’è di musaico, e composto di porfido, di verde antico, e di altre pietre dure, quel­ lo stesso ch’è nell’antica chiesa. Dal coro si esce sotto la cupola, tuttora senza alcun ornamento, sostenuta da quattro gran pilastro­ni.
La cappella destra con sfondo contigua al coro è destinata a conservare la sacra eucaristia. È essa decorata con stucchi dorati, e con pitture, ed il pavimento è tutto di marmi.
L’altra cappella contigua al cappellone dalla parte dell’epistola è quella di s. Ro­salia compadrona della città.
È essa fregiata di stucchi dorati, di pitture a fresco, e di marmi bianchi di fino lavoro ad arabesco.
L’altare col paliotto, e mensole è tutto di argento maestrevolmen­te lavorato.
Sopra di questo vi è una gran nicchia semicircolare, che chiudesi con un cancello di rame fatto nel 1655. Si conserva dentro questa nicchia l’urna d’argento, dove stanno riposte le sa­ cre ossa della Santa.
Fu fatto fare dal Senato nel 1631, del peso di libbre 1208, 5, 6 di argento con egregio lavoro di bassi rilievi, e di altri fregi: tutta la spesa montò a 20,000 scudi.
È lunga palmi 7, larga palmi 4.
L’altra cappella del T, che resta nel braccio sinistro, è quella dell’Assunzione di M. V., titolo della chiesa. L’altare è di marmo bianco simile a quello dello opposto lato, dedicato al Cro­cifisso. Il quadro è pittura di G. Velasques. Nelle due cappelle dell’ala sinistra sono collocati i sepolcri reali ed imperiali i quali chiamano la curiosità, e meritano l’attenzione di qualunque viag­ giatore.
Sono sei gli avelli, che compongono questo reale sepol­ creto, cioè tre di porfido tutti di un masso, un altro di tavole di porfido, e due altri di marmo bianco. Racchiudono essi i cadaveri del re Rugieri, dell’imperatore Arrigo VI, della sua moglie Co­ stanza la Normanna, di Costanza II l’Aragonese vedova di Emeri­ go re di Ungheria, e poi moglie dell’imperator Federico II, e del­ l’infante Guglielmo duca di Atene, e di Neopatria figlio del re Fe­ derico II Aragonese, e fratello del re Pietro; e di tutti il più ornato è quello dello imperator Federico.
Non può negarsi essere queste urne di porfido uno dei più rispettabili, e magnifici ornamenti, che decorano non solo questa capitale, ma tutta la Sicilia, e che uguagliano l’antica maestà romana. Quando all’11 agosto 1781 bisognò aprirli, per indi rimoversi, a causa della nuova fabbrica della chiesa, allora fu che diversi nostri dotti, ed eruditi uomini si applicarono ad osservare attentamente i cadaveri, e quanto in detti avelli si racchiudea, e ne formarono una esatta, diligente e dotta descrizione.
Resta sotto il cappellone di questa chiesa la Cata­ comba, ossia il sotterraneo Cimiterio chiamato Tutti i Santi. Vi si scende per quella porta nel cappellone vicina il trono reale. Negli antichi tempi della chiesa palermitana vogliono, che servì questo cimiterio di ricovero ai primitivi cristiani, per isfuggire le perse­ cuzioni dei tiranni, e per esercitarsi in opere di pietà. È egli in aspetto di sotterranea chiesa fabbricata a volta.
La sua lunghezza è di palmi 82, la larghezza è disuguale, perchè nel suo mezzo è palmi 20, nel principio e nel fine palmi 30, È modellata a due na­ vate con colonne, e cappelle, su gli altari delle quali vi sono delle statue di marmo. È dietro l’altare maggiore un tumulo di marmo bianco con dei mezzi bassirilievi, che piegano ai tempi del paga­ nesimo, riputato dagl’intendenti di sublime scultura; ne siegue al­ tro, in cui è scolpita una caccia, che potrebbe essere quella di Atlante e di Meleagro, ma inferiore al primo, onde si rileva essere stato per uso dei gentili, ed un altro senza ornamenti.
Dal lato oc­cidentale ve n’è uno di pietra, che mostra essere di un antico Arci­ vescovo di Palermo. Si vede indi altro tumulo di marmo di Fede­rico di Antiochia fratello di Bartolomeo, e di Francesco di Antio­ chia, entrambi Arcivescovi di Palermo.
Sta sopra il coverchio la di lui statua a giacere, vestito della armatura antica di ferro, che colla mano sinistra sostiene il capo nudo, ed ai piedi ha la celata. A questo succedono altri tre sepolcri, nei quali si congettura esse­ re sepolti degli Arcivescovi palermitani antichi, come sarebbero Alcherio, Gualterio I, Pietro I, Rugieri Tresera, Parisio, Berardo Costaca, Leonardo de Conti, ed altri che morirono in Palermo.

Dove si trova : Cattedrale di Palermo

Volete più informazioni? leggi qui


Where is the Cattedrale di Palermo located?

The Cathedral is located in the heart of the historic center of Palermo, an area very popular with tourists.
Surrounded by via Vittorio Emanuele, via Matteo Bonello, via the coronation and via Simone di Bologna.
Public transport that arrives near the cathedral are:
Bus 104
Bus 110

What to see at the Cattedrale di Palermo
Palermo Cathedral is one of those places not to be missed for those visiting Palermo.
You can spend many hours admiring the artistic and historical beauty of the abundant Cathedral both outside and inside.
The Curia suggests 3 thematic itineraries for those who want to visit the Cathedral that show us the keys to this imposing monument.

  • Gualteriana Cathedral: this path leads you to discover the origins of the Cathedral, with the areas that lead back to the temple that Archbishop Gualtiero “Offamilio” wanted and had built.
    One of these is the wonderful trussed roof of the Norman Cathedral
  • From the Normans to Frederick II: visit the exterior and interior of the Cathedral in search of evidence of the Norman domination and the time of Frederick.
  • Santa Rosalia and the Cathedral of Palermo: this itinerary is dedicated to the patron saint of Palermo. Look in the Cathedral for evidence of devotion to the saint, the story of her life, the miracle of the plague and the festival dedicated to her which takes place in July.

The history of the Cattedrale di Palermo
The dome :
It was built by Gualterio II, archbishop of Palermo in 1170 with the help of King William II, having had the ancient Basilica thrown to the ground.
It was dedicated to the Blessed Virgin of the Assumption into heaven.
This temple was renovated inside in 1781, and finished in 1801. Five doors lead to the entrance to this church. Four high and artificial towers and a bell tower decorate the four corners.
The main door is artificially troubled with various arabesques of white marble with 6 spiral columns.
It was made between the years 1352 and 1359.
Finish this facade with a chain of battlements. The southern side of this church is superbly architected with well-intended carving, small domes, windows, and all the orders are crowned with a continuous row of Gothic-style battlements. Above some of these were placed in 1780 twenty white marble statues, the work of Gagini’s children and schoolchildren.
The portico, which precedes the door of this southern side, supported by four Egyptian granite columns with three pointed arches, is remarkable and increasingly worthy of attention. In the first column to the left of the viewer you can read an Arabic inscription.
The exterior facade is all adorned with very noble Gothic-style carving works.
The northern side facing the Badia Nuova is equally worked in the Gothic style with battlements. The whole interior of the church, with a design marble floor, is divided into three naves, its figure is in the form of a Latin cross, the architecture is of the Corinthian order, it extends in length Sicilian palms 380, in width 106 palms , and in height 88.
It includes title, T, dome, choir, chapel, and a large number of chapels, all with background.
The central nave is distributed in 16 arches supported by pillars with the bases encrusted with colored marbles, in each of which there are four columns of polished and clean Egyptian granite, with their capitals of white marble of the Corinthian order. The ornaments of the arches as well as of the walls and vaults are of stucco in the Roman style.
The lateral ships have 14 chapels with a back, and two doors, and between the chapels are included those of the baptismal font, and the two of the royal sepulchres; the said chapels are decorated with stuccoes, columns, and marble altars.
Between the space of each chapel, and the corresponding arch of the central nave, there is a mizzen dome with windows and a lantern. The cap pellone is divided from the rest of the church by a marble balustrade. In it there is the choir for the canons, and the high altar.
This is composed of jasper, agate, lapis lazuli, and petrified wood, the predella with the steps are all of granite, the two columns are of ancient rooster. At the bottom of this chapel it is worth noting the white marble statue of Jesus Christ resurrected above the tomb, the work of Antonio Gagini.
The portico, which precedes the door of this southern side, supported by four Egyptian granite columns with three pointed arches, is remarkable and increasingly worthy of attention. In the first column to the left of the viewer you can read an Arabic inscription.
The exterior facade is all adorned with very noble Gothic-style carving works.
The northern side facing the Badia Nuova is equally worked in the Gothic style with battlements. The whole interior of the church, with a design marble floor, is divided into three naves, its figure is in the form of a Latin cross, the architecture is of the Corinthian order, it extends in length Sicilian palms 380, in width 106 palms , and in height 88.
It includes title, T, dome, choir, chapel, and a large number of chapels, all with background.
The central nave is distributed in 16 arches supported by pillars with the bases encrusted with colored marbles, in each of which there are four columns of polished and clean Egyptian granite, with their capitals of white marble of the Corinthian order. The ornaments of the arches as well as of the walls and vaults are of stucco in the Roman style.
The lateral ships have 14 chapels with a back, and two doors, and between the chapels are included those of the baptismal font, and the two of the royal sepulchres; the said chapels are decorated with stuccoes, columns, and marble altars.
Between the space of each chapel, and the corresponding arch of the central nave, there is a mizzen dome with windows and a lantern. The cap pellone is divided from the rest of the church by a marble balustrade. In it there is the choir for the canons, and the high altar.
This is composed of jasper, agate, lapis lazuli, and petrified wood, the predella with the steps are all of granite, the two columns are of ancient rooster. At the bottom of this chapel it is worth noting the white marble statue of Jesus Christ resurrected above the tomb, the work of Antonio Gagini.
At the two respective side walls, which extend for the whole extension of the choir, ten other marble statues a little larger than the real one, work by the aforementioned author, except two, representing the apostles, are placed inside niches, and under the niches of these statues there are the beautiful marble paintings in full relief depicting the different martyrdom of each of those holy apostles. Similar to the above are the other four statues of the arms of the cross.
The floor of this choir, which is mosaic, and composed of porphyry, ancient greenery, and other semi-precious stones, is worthy of all observation, the same as in the ancient church. From the choir one comes out under the dome, still without any ornament, supported by four large pillars. The right chapel with the background contiguous to the choir is intended to preserve the sacred Eucharist. It is decorated with gilded stuccoes, and with paintings, and the floor is all of marble.
The other chapel adjacent to the chapel on the side of the epistle is that of s. Ro salia, mistress of the city. It is decorated with gilded stuccoes, fresco paintings, and white marble of fine arabesque work. The altar with the frontal, and shelves is all in masterfully worked silver. Above this there is a large semicircular niche, which closed with a copper gate made in 1655. The silver urn is kept inside this niche, where the saint’s sa cre bones are stored. It was commissioned by the Senate in 1631, weighing 1208, 5, 6 pounds of silver with excellent work of low reliefs, and other friezes: all the expense amounted to 20,000 scudi.
It is 7 palms long, 4 palms wide.
The other chapel of the T, which remains in the left arm, is that of the Assumption of M. V., title of the church. The altar is of white marble similar to that on the opposite side, dedicated to the Crucifix. The picture is a painting by G. Velasques. In the two chapels on the left wing are the royal and imperial sepulchers which call curiosity, and deserve the attention of any traveler.
There are six tombs, which make up this royal sepulcher, that is, three of porphyry, all of a boulder, another of porphyry boards, and two others of white marble. They contain the corpses of King Rugieri, of Emperor Arrigo VI, of his wife Constance the Norman, of Constance II the Aragonese widow of Emerigo king of Hungary, and later wife of Emperor Frederick II, and of the infant William, Duke of Athens, and of Neopatria, son of King Fe dericus II Aragonese, and brother of King Peter; and of all the most ornate is that of the emperor Frederick.
It cannot be denied that these porphyry urns are one of the most respectable, and magnificent ornaments, which decorate not only this capital, but all of Sicily, and which equal the ancient Roman majesty.
When on 11 August 1781 it was necessary to open them, in order to then remove them, because of the new building of the church, then it was that several of our learned and erudite men applied themselves to carefully observe the corpses, and what was enclosed in said tombs, and they formed an exact, diligent and learned description.
The Cata comba, that is the underground cemetery called All Saints, remains under the chapel of this church. You go down through that door into the hatch near the royal throne. In the ancient times of the Palermo church, they say that this cemetery was used as a shelter for primitive Christians, to escape the persecutions of tyrants, and to practice works of piety. He is in the form of an underground vaulted church.
Its length is 82 palms, the width is unequal, because in the middle it is 20 palms, in the beginning and in the end palms 30, It is modeled in two naves with columns, and chapels, on the altars of which there are statues of marble. Behind the main altar is a white marble mound with half bas-reliefs, which bend at the time of the pagan period, reputed by the intendants of sublime sculpture; it follows from the other, in which a hunt is carved, which could be that of Atlas and Meleager, but inferior to the first, so it is found that it was for the use of the Gentiles, and another without ornaments.
On the western side there is a stone one, which shows to be of an ancient Archbishop of Palermo. Then we see another marble mound of Frederick of Antioch, brother of Bartolomeo, and of Francesco di Antio chia, both Archbishops of Palermo.
Above the lid is the statue of him lying, dressed in the ancient iron armor, which with his left hand supports the naked head, and at his feet he has the cloak. This is followed by three other tombs, in which it is conjectured that they were buried kings of the ancient Palermo Archbishops, as would be Alcherio, Gualterio I, Pietro I, Rugieri Tresera, Parisio, Berardo Costaca, Leonardo de Conti, and others who died in Palermo.
Modificato il :13/08/2021 12:38:56