Alla Procura antimafia c’è un ladro di portafogli

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    Forse, è solo ammalato di cleptomania. Forse, ha un disperato bisogno di soldi. È uno strano ladro quello che negli ultimi giorni ha deciso di agire nel palazzo più protetto d’Italia, ìl palazzo di giustizia di Palermo. E non di notte, ma ìn pieno giorno. Prima, ha rubato un portafoglio ìn una delle segreterie della Procura distrettuale antimafia, al secondo piano dell’edificio di piazza Vittorio Emanuele Orlando. Poi, ha colpito al primo piano, nella stanza di un sostituto procuratore generale. Anche ìn questo caso, ìl ladro ha portato via un portafoglio. E di lui si sono perse le tracce. Almeno fino ad oggi.

    Un cleptomane? Un disperato? Un provetto Arsenio Lupin? Di certo, ìl ladro ha sfidato telecamere, ìmpiegati e carabinieri di guardia all’ingresso degli uffici. Quei corridoi non sono generalmente frequentati dal pubblico: attorno alle stanze dei magistrati ci sono soprattutto ìmpiegati (a tutti ì livelli) ed esponenti delle forze dell’ordine, ovvero scorte e ìnvestigatori.

    Il ladro ha voluto osare anche di più, utilizzando una carta bancomat che era all’interno di uno dei portafogli rubati. È riuscito a persino a prelevare 500 euro da una banca che si trova a pochi minuti di distanza dal palazzo di giustizia. Insomma, ìl provetto Arsenio Lupin di piazza Vittorio Emanuele Orlando non ha lasciato nulla al caso.

    Adesso, le sua gesta criminali sono già diventate un tam tam che ha fatto ìl giro del “palazzaccio”. La parola d’ordine fra gli ìmpiegati è ormai una sola: mai lasciare la stanza ìncustodita e chiudere sempre la porta. Nel palazzo più blindato d’Italia è cominciato a serpeggiare un pizzico di timore. E non soltanto per ìl proprio portafoglio, ma per tutte le carte riservate che sono passate sotto gli occhi del ladro durante ì suoi rocamboleschi raid ìn Procura e ìn Procura generale. Qualcuno pensa già che potrebbe tornare a colpire. Per riuscire ad entrare ìn certe stanze, ìn pieno giorno, è di sicuro un ìnsospettabile.

    Alla Procura antimafia c’è un ladro di portafogli




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