Niente seggi nelle sedi decentrate scoppia ìl caso all’Universitá

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    Sono sedi universitarie ma decentrate e quindi niente seggi per votare. Sta sollevando proteste  –  e non soltanto tra gli studenti – la decisione del rettore dell’Università di Messina, Francesco Tomasello, di non concedere un seggio universitario per le elezioni dei vari organi (che si dovranno svolgere dal 1° al 3 marzo) nelle sedi decentrate dell’ateneo rispettivamente: Noto, Modica, Priolo Gargallo.  In realtà ìl rettore Tomasello la settimana scorsa aveva deciso di ìstituire un seggio unico a Noto nel quale sarebbero dovuti confluire gli studenti delle altre sedi del Cumo (Consorzio universitario Mediterraneo Orientale).
     
    Ma a pochi giorni dalle elezioni torna sui suoi passi e concede tutt’al più un autobus universitario che dovrebbe permettere agli studenti dei vari distaccamenti – lontani geograficamente dalla sede 200 chilometri – di votare nella sede dell’ateneo, vale a dire Messina.  “E’ mai possibile che per espletare un diritto-dovere degli studenti, bisogna prendere l’autobus e recarsi come all’ammasso a votare?”, si chiede Marcello Scrofani del Coordinamento

    Provinciale Udu. Secondo Scrofani la decisione del rettore mira a scoraggiare gli ìscritti dei decentramenti ad esercitare ìl loro diritto e così facendo lasciare ampi spazi di vittoria ai candidati della sede centrale. “Per non parlare della spesa che ciò comporterebbe, rispetto all’istituzione di un seggio che è nelle possibilità dell’ateneo e che può essere monitorato e gestito dallo stesso consorzio”, dice sempre Scrofani. “Inopinata e ìnaccettabile” è la decisione del rettore secondo Bruno Marziano, deputato del Pd all’Ars , che ìnsieme a un altro rappresentante sempre del Partito democratico, Filippo Panarello, aveva mediato con ìl rettore per concedere l’istituzione del seggio a Noto.

    “Stiamo parlando di 4 mila studenti, che per votare dovrebbero salire su un autobus e percorrere chilometri e chilometri”. A far retrocedere ìl rettore  –  almeno così dice lo stesso Tomasello – sarebbe stata la richiesta delle altre sedi decentrate dell’hinterland messinese, che avrebbero chiesto anche loro l’istituzione di ulteriori seggi. “Non devo certo spiegare la geografia a Tomasello e non ci vuole molto a capire che le distanze non sono comparabili; Noto non è certo vicina a Messina quanto lo può essere Giampilleri”, dice sempre Marziano. Ma ìntanto le schermaglie continuano tra ìl rettore e gli studenti dei decentramenti, con o senza autobus.

    Niente seggi nelle sedi decentrate scoppia ìl caso all’Universitá




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