È l’Etoile d’Or lo storico bar catanese chiuso dalla polizia per blatte e sporcizia

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È l'Etoile d'Or lo storico bar catanese chiuso dalla polizia per blatte e sporcizia
È l'Etoile d'Or lo storico bar catanese chiuso dalla polizia per blatte e sporcizia

CATANIA – Era chiaro che la chiusura di noto bar di Catania per carenze igieniche sanitarie facesse scalpore, la notizia oggi è stata la tre più cliccate sul nostro sito e il video scioccante delle blatte che girano indisturbate nei laboratorio il più visto dagli utenti. Ma sono stati in tanti ad accusarci come redazione di non aver fatto il nome dell’esercizio commerciale dicendo solo che si trovava in via Dusmet e che si trattava di un bar storico. Il fatto è che le forze dell’ordine quando eseguono questo tipo di operazioni per prassi non forniscono quasi mai la denominazione del locale, pur dando degli indizi che hanno portato noi e molti lettori a capire di quale storico bar si parlava. 

Dopo una serie di controlli incrociati e grazie ad alcune indiscrezioni trapelate da ambienti investigativi, abbiamo trovato conferma ai nostri (e vostri) sospetti. È il leggendario “Etoile d’Or” il bar la cui attività è stata sospesa (così recita il comunciato della polizia) per gravi carenze igienico-sanitarie. I locali, è stato appurato, erano infestati da blatte, anche tra contenitori e vassoi, pavimenti, macchinari e attrezzature presentavano incrostazioni alimentari, ricoperti di sporcizia, polvere e cicche e alimenti deperibili conservati non protetti in frigo. Oltre alle gravi violazioni di natura sanitaria, i poliziotti hanno accertato che il titolare non aveva nessuna documentazione in merito la corretta prevenzione/sicurezza alimentare, la cosiddetta attestazione Haccp,  il sistema di controllo relativo alla produzione degli alimenti che ha come obiettivo la garanzia della sicurezza igienica e della commestibilità. 

Il titolare, che in passato era stato sanzionato anche per la mancata esposizione del listino dei prezzi e della licenza, è stato denunciato anche perché «non era esposta la tabella dei giochi proibiti nella zona riservata alle slot machines. Al titolare èstata anche contestata l’occupazione di suolo pubblico.

Insomma, tutta una serie di violazioni che gettano un’ombra su questo bar che in passato è stato un vero e proprio punto di riferimento tra le attività della città essendo un bar che da anni è aperto h24, nel cuore del centro storico di Catania e della movida etnea, al n. 7 di via Dusmet, accanto alla rinomata Pescheria. Fino a pochi anni fa era il ritrovo preferito dei golosi della notte. Diventava il ritrovo di tanti giovani all’uscita delle discoteche, un posto dove trovare a qualsiasi ora cornetti caldi, pizzette, i mitici arancini e le cipolline. Tanti anni fa era un solo baretto, ma poi grazie alle file continue dei clienti e al successo gastronomico è stato ristrutturato ed è diventato un bar elegante con rosticceria, pasticceria, prodotti tipici, pupi siciliani e souvenir.

Le violazioni igenico sanitarie sono certamente quelle che colpiscono di più. Perché sono davvero tanti i catanesi che hanno mangiato qualcosa a l’Etoile, un bar sempre aperto, avviato oltre trentacinque anni fa e che un tempo faceva della qualità il suo marchio di fabbrica, una qualità che lo aveva portato anche a diverse citazioni sulle più conosciute guide turistiche.

Ma ultimamente la sua nomea era in decadenza. Basta andare a leggere le recensioni dei clienti sui social network come Facebook o sui siti specializzati come Tripadvisor per rendersi conto di come l’Etoile d’Or non sia più quello di una volta. La tavola calda e soprattutto gli arancini che una volta erano il fiore all’occhiello del locale oggi vengono spesso giudicati in maniera pessima: scotti, insapori, unti, poco croccanti. 

A vedere le immagini diffuse dalla polizia, tutto trova una spiegazione. La pulizia era diventata un optional, gli insetti venivano lasciati giare indisturbati nel laboratorio tra arancini già impanati e contenitori di salsa non coperti, il grasso e la sporcizia che si accumulavano non venivano toccati, il cibo veniva ammassato senza alcuna cura per gli alimenti e per il consumatore finale. Negli anni i titolari devono aver messo da parte la qualità e probabilmente hanno pensato solo al fatturato derivante dalla posizione strategica e caratteristica, dietro piazza Duomo, di fianco alla Pescheria, davanti agli Archi della Marina. Ma quello che viene fuori da quelle immagini è un vero e proprio attentato alla salute dei cittadini, catanesi e turisti. Un attentato che forse meriterebbe più di una sospensione temporanea dell’attività (limitata al labortorio, sic!) e di una multa. 

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