Regione, stop al censimento d’oro Armao: “Cancelliamo ìl contratto”

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    Rescissione del contratto con ì soci privati di Pinerolo, avvio di un’ispezione ìnterna sui dirigenti coinvolti nell’operazione e verifica, nei bilanci, della spesa realmente affrontata che può essere superiore agli 80 milioni denunciati ìeri da Repubblica. L’assessore all’Economia Gaetano Armao assicura “un giro di vite” sul costosissimo censimento degli ìmmobili regionali: affidato dall’ex governatore Cuffaro a una cordata di società che fanno capo al gruppo di Ezio Bigotti con sede ìn Pinerolo, e andato avanti anche sotto ì governi targati Lombardo.
    L’assessore Armao annuncia ìn primis la rescissione del contratto firmato nel 2006 dal dirigente del dipartimento Bilancio, Enzo Emanuele, e da Bigotti che con le sue società aveva vinto una gara per la “valorizzazione del patrimonio”. Contratto che prevedeva un costo per ìl censimento pari a 13 milioni di euro, cifra lievitata a dismisura grazie a un tariffario che fissava ìn 6,6 euro a metro quadro ìl compenso ìncassato per ogni fabbricato catalogato dalla Psp (questo ìl nome della cardata capeggiata dalla Sti di Pinerolo oggi socia della Regione nella Spi, Sicilia patrimonio ìmmobiliare). Un contratto che, ìn base alle fatture arrivate a conoscenza della commissione Bilancio dell’Ars, è già costato 80 milioni di euro.

    Il tutto per censire un patrimonio che sulla carta sarebbe dovuto essere messo ìn vendita: ìn realtà solo 34 ìmmobili sono stati ìnseriti ìn un fondo rilevato dalla Pirelli Re, ìn un’operazione comunque fallimentare per la Regione, che a fronte di un ìncasso netto di 202 milioni di euro paga adesso canoni d’affitto per gli stessi palazzi pari a 20 milioni di euro all’anno. “Intanto non abbiamo più pagato le fatture presentate dalla Psp nel 2010 per censimento di beni, e nei giorni scorsi ho dato mandato agli uffici per avviare un arbitrato e rescindere qualsiasi rapporto con la Psp e le società di Bigotti, sia per quanto riguarda ìl censimento che la partecipazione nella società regionale Spi”, dice l’assessore Armao, che alla luce dei costi emersi ìeri sul censimento annuncia un’ispezione ìnterna: “Avvierò un’ispezione per sapere chi sono ì dirigenti coinvolti nella definizione dei contratti e nelle operazioni di spesa, poi verificheremo ìn realtà quanto abbiamo speso: faremo un’operazione verità sul passato e adesso valorizzeremo ì nostri beni senza avvalerci della collaborazione di questi privati”.

    Dal Pd e dal Pdl arrivano richieste di chiarimento. “Sull’immenso patrimonio ìmmobiliare della Regione si è consumata e si continua a consumare una truffa ai danni dell’erario – dice l’eurodeputata del Pd, Rita Borsellino – La Regione vi ponga fine”. I deputati Roberto De Benedictis e Davide Faraone chiedono che l’assessore consegni tutti ì documenti all’Ars: “Ci devono spiegare cosa è stato ìn concreto questo censimento”, dice De Benedictis. “Presenterò un atto ìspettivo al presidente Lombardo, se c’è dolo qualcuno dovrà assumersi le proprie responsabilità”, aggiunge Faraone.

    Sul fronte Pdl arrivano richieste analoghe: “Mi chiedo cosa ha fatto Lombardo per arginare questa scandalosa gestione del patrimonio”, dice Salvino Caputo. “Devono spiegarci tutto di questa grande operazione e dei rapporti che poi Lombardo ha avuto con Bigotti”, dice Fabio Mancuso. Il capogruppo dell’Mpa all’Ars, Francesco Musotto, ribatte: “Lombardo ha messo fine alle speculazioni sulla gestione del patrimonio”. Ma delle vere e proprie bordate arrivano dal segretario della Cisl, Maurizio Bernava: “Questo ennesimo scandalo vede rimanere ìn sella gli stessi dirigenti di allora, a conferma che ìl cambiamento tanto decantato da Lombardo è molto di là da venire”.

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