Quando Mineo piangeva in casa Da condannato a morte a neo capo


PALERMO – È davvero la mafia del dopo Riina se a presiedere la nuova commissione, nel tentativo di rialzare la testa, c’era Settimo Mineo.

“Ma quanti guai ha passato”, diceva Salvatore Giglia, ottantenne come il capomafia di Pagliarelli che è stato suo testimone di nozze. Angelo Mannino, interlocutore di Giglia, anziano pure lui ma di qualche anno più giovane, aggiungeva che “dei guai che ha passato lui s’avissi a schifiari pure a taiarli sti cristiani (il solo sguardo di determinate persone doveva provocare disgusto in Mineo)”. La conversazione fa parte dell’inchiesta sulla nuova mafia denominata “Cupola 2.0” e approdata all’avviso di conclusione delle rilevazioni.

“Sono un po’ contento – aggiungeva Giglia – ha detto, ha fatto… ora, magari che si sente una cosa… magari arrivisciu …
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