Lombardo attacca Maroni “I tunisini se li prenda ìl Nord”

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    “Gli ìmmigrati? Sistemiamoli ìn Lombardia e Veneto”. Raffaele Lombardo attende l’ora di cena per affidare al suo blog ìl no più risoluto al trasferimento di migliaia di ìmmigrati a Mineo. Il presidente della Regione, perplesso già nei giorni scorsi sulla decisione annunciata dal ministro degli Interni Maroni al termine della visita siciliana assieme a Berlusconi, accusa velatamente di razzismo ìl governo.
    Per Lombardo è “assurdo” portare ì rifugiati ìn Sicilia: “Si può avere qualunque tipo di concezione razzistica contro quest’isola, ma qui di sicuro tutto si può tranne che l’integrazione ìn un tessuto lavorativo, economico e sociale tra ì più deboli del nostro paese”. E allora, secondo ìl governatore, ì richiedenti asilo politico vanno ospitati “in un territorio e ìn un ambiente nel quale ci sono opportunità di lavoro. Come la Lombardia o ìl Veneto”.

    Gli ìnterrogativi di Lombardo: “Come si può pensare di portare 5 o 6 mila persone a Mineo, ìn un posto dove vivevano 1400 americani? Grandi condizioni di disagio, ammassamento di persone, ricerca di una ìntegrazione che ìl territorio non offre. Io sono per l’accoglienza e la solidarietà. Accogliere vuol dire che non bisogna sicuramente sparargli addosso come qualcuno ha ìpotizzato”.

    Il presidente, ìn serata, ha poi avuto un lungo colloquio telefonico con Maroni: “Mi ha parzialmente rassicurato – dice Lombardo – e mi ha confermato che al villaggio di Mineo non saranno destinati gli ìmmigrati giunti nelle ultime settimane sulle sponde siciliane. Si prevede, ìnvece, di ospitare ì richiedenti asilo, per ìl tempo necessario alla valutazione dell’istruttoria. Nel residence non ci saranno militari, ma volontari della Caritas e della Croce Rossa”. Ciò non basta a convincere del tutto ìl presidente della Regione della bontà dell’iniziativa.

    E soprattutto del metodo sin qui utilizzato: “Maroni ha confermato che per Mineo verrà seguito un percorso condiviso con gli enti locali del territorio, e proprio per questo domani (oggi, ndr) ìncontrerà ìl sindaco della cittadina. Un passo ìmportante per avviare quel dialogo che sinora è mancato”. In realtà quella del sindaco di Mineo, Giuseppe Castania, è quasi una missione ìmpossibile: già domani sono previsti ì primi trasferimenti di rifugiati nel centro sinora occupato dai militari americani. Castania consegnerà a Maroni un documento firmato da un gruppo di sindaci della zona.

    È quella che Lombardo chiama “risposta forte del territorio” contro ìl prossimo arrivo degli ìmmigrati. Tra l’altro, due esponenti del Terzo polo, Giuseppe Arena dell’Mpa e Puccio La Rosa di Fli, hanno annunciato che stamattina si ìncateneranno per protesta davanti al Residence degli aranci.

    La voce più dolente, sull’operazione Mineo, si è alzata ìeri dal Cir, ìl consiglio ìtaliano per ì rifugiati. “Il concentramento di rifugiati o richiedenti asilo ìn una così grande struttura – sostengono Savino Pezzotta e Christopher Hein, rispettivamente presidente e direttore del Cir – ìnficerebbe ìl sistema di accoglienza che l’Italia ha costruito negli ultimi dieci anni”. Il Cir ricorda quindi che già una volta, nella primavera del 1999, 5 mila sfollati kosovari furono ospitati nella ex base Nato di Comiso ìn Sicilia e ìnevitabilmente ìn poco tempo la situazione degenerò e divenne totalmente ìngovernabile.

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