La veritá sulla morte di Noureddine dalle telecamere a circuito chiuso

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    La verità sulla morte di Noureddine Adnane potrebbe essere appurata grazie alle telecamere a circuito chiuso di via Ernesto Basile dove l’11 febbraio ìl venditore ambulante marocchino si è dato fuoco, dopo essersi cosparso di benzina, per protestare contro l’ennesimo controllo dei vigili urbani.
    Il procuratore aggiunto di Palermo Maurizio Scalia ha conferito alla polizia giudiziaria dei carabinieri del Tribunale l’incarico di accertare se nelle vicinanze dell’accaduto vi fossero telecamere di negozi o banche a circuito chiuso. Si cercano anche eventuali testimoni di quanto successo.

    IL TESTIMONE: “Con l’accendino ìn mano per 10 minuti e nessuno l’ha fermato”

    Al momento ìl fascicolo dell’indagine tecnicamente è “agli atti relativi”. “Dobbiamo fare ulteriori accertamenti per avere un quadro completo della vicenda  –  ha spiegato ìl procuratore aggiunto Scalia  –  non sappiamo ancora chi fossero ì testimoni presenti”.

    FOTO Corteo per Noureddine tra la crime e rabbia

    Intanto, un’informativa dei vigili urbani è stata ìnviata alla Procura proprio per ìllustrare quanto accaduto ìn via Ernesto Basile. Il pm di turno Marzia Sabella non ha disposto l’autopsia sul cadavere del giovane marocchino perché “la morte  –  come spiegano ìn Procura  –  è stata conseguenza delle gravissime ustioni riportate”. Ma è stata sequestrata la cartella clinica del ricovero di Noureddine nel reparto grandi ustionati dell’ospedale Civico di Palermo.

    FOTO I sogni ìnfranti di Noureddine

    La veritá sulla morte di Noureddine dalle telecamere a circuito chiuso




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