Dalla violenza degli ex partner a quella dei tribunali. Quei «processi alla moralità» che uccidono due volte.

Squilibrate. È così che molti uomini descrivono quelle che fino a qualche tempo prima sono state le loro donne. Quelle, per lo meno, che non sono riusciti ad ammazzare. Foto, denunce, lastre, referti non sempre bastano per non subire ancora. A volte persino dentro aule in cui i loro racconti, quelli delle sopravvissute, vengono distorti, manipolati, fino a diventare storie completamente diverse. Dove la vittima diventa all’improvviso la carnefice: è lei quella che ha aggredito, è lei quella che ha messo le mani al collo, è lei quella che ha tirato fuori il coltello. E quei lividi sul suo corpo, allora? Se li è fatti da sola, arriva a dire qualcuno. Mentre la vita di ogni vittima viene puntualmente messa a nudo in ogni dettaglio più intimo. Storie su storie su altre storie …
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