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Cenere dell’Etna per l’edilizia, a Catania si studia come trasformarla da “peso” a “risorsa”

Cenere dell’Etna per l’edilizia, a Catania si studia come trasformarla da “peso” a “risorsa”

Paolo Mazzoleni e Germana Barone L’intensissima attività effusiva dell’Etna, giunta oggi al suo dodicesimo parossismo in uno spazio brevissimo di tempo, ha ricoperto i territori di 43 Comuni pedemontani di una spessa coltre di cenere e lapilli di svariate centinaia di migliaia di tonnellate. Finché sono in corso i lavori di raccolta, cade ancora altro materiale e sembra una strada senza via d’uscita il problema dello smaltimento, oltretutto dal punto di vista dei costi. Eppure, ci potrebbero essere delle soluzioni che farebbero considerare la cenere vulcanica una risorsa piuttosto che un peso insopportabile per le casse dei Comuni e della Regione. Abbiamo intervistato i docenti Germana Barone e Paolo Mazzoleni, ordinari di Georisorse minerarie e Applicazioni mineralogico-petrografiche per l’ambiente ed i beni culturali – Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali Università di Catania, che hanno avviato e sviluppato degli studi in codesto senso.Professori, molti centri etnei, in questi giorni

L’articolo intitolato: Cenere dell’Etna per l’edilizia, a Catania si studia come trasformarla da “peso” a “risorsa” è stato inserito il 2021-03-14 07: 18: 53 dal sito online (gds.)

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