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Catania e Augusta, scontro sui porti

Sulla nomina del presidente dell’Autorità portuale della Sicilia dell’oriente continua lo scontro politico fra il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, che sembra seguire le domande dell’establishment ministeriale e del M5S, e la Regione cui spetta il parere sul nome designato e che vorrebbe una personalità gradita al territorio. La trama si e complicata. Nel senso che Giovannini avrebbe rinunciato a insistere sul dirigente del , Alberto Chiovelli, attuale commissario di Catania e Augusta, e di convergere su Attilio Montalto, attuale segretario generale del medesimo ente, che sarebbe sponsorizzato dai 5S. Ma ora il ministro proporrebbe pure Francesco Di Sarcina, attuale segretario generale dell’Autorità di La Spezia, il cui trasferimento a Catania darebbe il via ad altre rotazioni e promozioni.

Su questi due nomi la politica regionale ha alzato un muro, preferendo fra la rosa di candidati una personalità più vicina. E qui la selezione vedrebbe favoriti tre “tecnici” ritenuti all’altezza di tenere testa ad un settore che ha bisogno di essere profondamente riformato e rilanciato. Apre la terna Marco Lupo (osteggiato da Giovannini), attuale direttore dell’Arpa Lazio e che, da ex direttore generale del dell’Ambiente ed ex D.g. del dipartimento regionale Rifiuti, nonché cittadino di Siracusa benché nato a Genova, conosce molto bene le vicende della bonifica della rada di Augusta e dei progetti di rilancio dei due porti. Lupo gode del gradimento non solo dell’ex ministra dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ma pure dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, di altri settori di Fi, di Iv e di qualche pezzo di Pd.

Pure Luca Lupi, segretario generale di Medports e responsabile internazionale dei porti del Lazio, e una figura trasversale, essendo “allievo” e fedelissimo di Pasqualino Monti, presidente dell’Authority della Sicilia occidentale, un manager che non cede alle pressioni della politica ma che riesce ad essere gradito all’intero arco costituzionale. Lupi ha un solo neo: la politica catanese lo vedrebbe come una “longa manus” di Monti e, dunque, della strategia portuale di Palermo.

Alla fine, Giuseppe Galizia, capo ufficio tecnico dell’area metropolitana di Catania, gradito al governatore Nello Musumeci, ad altre correnti di Fi e al primo cittadino di Bronte, Pino Firrarello.
Alla fine la Sicilia ne fa una questione di ordine: «Così come la ministra Mara Carfagna ha fine i commissari delle Zes siciliane ponendosi in dialogo col territorio – dice Marco Falcone – lo stesso faccia Giovannini nella scelta del presidente dell’Authority della Sicilia dell’oriente». Stefania Prestigiacomo incalza: «Lo stesso ordine di condivisione con la politica locale che ha seguito per Palermo con Monti e per Ancona con Garofolo in quota Lega, Giovannini lo adotti per Catania. Augusta e non governato da dieci anni, ha perso l’occasione dei stanziamenti del “Pnrr”. Invece viene promosso hub nazionale con Cagliari, Giovannini tarda a nominare chi deve rilanciarlo. Dimostri di volere lo sviluppo di questi porti».

E Nello Musumeci in una lettera al ministro esprime «profondo disappunto» per il ritardo di nove mesi, chiede di fare presto e si dice disponibile a «delineare percorsi condivisi per l’individuazione del nuovo presidente».  

cr LASICILIA.IT cp

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