Brusca resterà in carcere, la Cassazione nega i domiciliari. «Si ravvede uno che fa 140 omicidi? Paese di quaquaraquà».

Giovanni Brusca resterà in carcere. Così ha deciso la prima sezione penale della corte di Cassazione che, dopo un’intera giornata in camera di consiglio, ha rigettato la richiesta di arresti domiciliari avanzata dai legali del collaboratore di giustizia. In cella da 23 anni per la strage di Capaci e altri efferati delitti, incluso quello del piccolo Giuseppe Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido dopo 779 giorni di prigionia, aveva già chiesto, tramite gli avvocati, di avere concessi i domiciliari. Ricevendo però sempre esito negativo. L’ultimo, in ordine di tempo, lo scorso marzo da parte del tribunale di sorveglianza di Roma.

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