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 rnrnRicomincia la scuola, ma a Castelvetrano (e non solo) ci sono ancora le “classi pollaio”rnrn 


Al liceo classico di Castelvetrano oggi non c’erano “migliaia di gambe e di occhiali, di corsa sulle scale”, come cantava Venditti. I ragazzi sono entrati uno alla volta in questo strano inizio di anno scolastico in tempi di Coronavirus.

Due portoni per l’ingresso e l’uscita degli studenti, a terra i simboli che indicano il tragitto da seguire. L’organizzazione della scuola è ineccepibile, tranne che per un particolare, la cui responsabilità però non è della direzione scolastica: il numero delle prime classi.

Ci sono due prime (quelle che un tempo si chiamavano quarte ginnasio) di più di 30 ragazzi l’una.

Ne abbiamo parlato con la preside Tania Barresi.

Com’è possibile che in periodi così delicati, si formino praticamente delle classi pollaio?

Abbiamo chiesto al provveditorato una terza classe. Ma su questo non ci è ancora arrivata risposta. Se si escludono i fondi per la nomina di altri docenti o collaboratori scolastici che noi potremmo chiamare per le nostre esigenze. Ma io sono contraria.

Perché?

Perché questo sarebbe possibile al massimo per quest’anno scolastico. E l’anno prossimo? Cosa faccio, rimetto di nuovo insieme le classi che avevo separato?

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