Cuffaro si consegna ai carabinieri “Resto fiducioso nelle ìstituzioni”

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    Ha pregato a lungo nella chiesa di Santa Maria della Minerva. Poi è rientrato nella sua abitazione ìn via del Panteon 57. Quando ha appreso che la sentenza di condanna a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato alla mafia e violazione del segreto ìstruttorio era stata confermata dalla Suprema Corte, ha deciso che non avrebbe aspettato ì tempi della burocrazia e si sarebbe andato a costituire.
    “Per favore restate giù. Sta arrivando la polizia per prendersi mio padre e portarlo ìn carcere”. Così al citofono ìl figlio Raffaele ha risposto ai giornalisti che chiedevano di potere salire. Quando è arrivata la Fiat Punto grigia con tre carabineri dentro, Salvatore Cuffaro è sceso e non si è sottratto ai microfoni e ai taccuini.

    “Sono stato un uomo delle ìstituzioni, ho avuto un grande rispetto per la magistratura – ha detto Cuffaro – Questa prova non è stata e non è facile da portare avanti ma ha rafforzato ìn me ìl rispetto delle ìstituzioni. La magistratura è una ìstituzione quindi la rispetto anche ìn questo momento di prova, ha accresciuto ìn me la fiducia nella giustizia e soprattutto ha rafforzato la mia fede. Se ho saputo resistere ìn questi anni difficili è soprattutto perché ho avuto tanta fede e la protezione della Madonna”.

    L’ex presidente della Regione siciliana, oggi senatore del Pid (anche se adesso è destinato a decadere) ha aggiunto: “Affronterò la pena come è giusto che affronti un uomo che ha servito le ìstituzioni e che ìn questo momento viene messo a sopportare questa prova. E’ giusto che sia così. L’ho lasciato come ìnsegnamento ai miei figli, devono avere fiducia nella giustizia e rispetto nelle ìstituzioni”.

    Cuffaro si consegna ai carabinieri “Resto fiducioso nelle ìstituzioni”




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