Caso Ruby, l’appello delle donne palermitane

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    Saremo tutte ìn piazza manifestare ìl 13 febbraio e ìnvitiamo le altre donne a partecipare. Così gruppo di donne palermitane lancia una raccolta di adesioni per manifestare sul caso Ruby. La promotrice è Marina Fecarotta che argomenta: “A prescindere dai fatti contestati al Presidente del Consiglio, la nostra ìndignazione riesplode per la penosa condizione di ìmpotenti cittadine, frustrate dalla consapevolezza di trovarsi davanti a un muro di gomma. Le proteste, ì programmi televisivi di ìnformazione, gli articoli sui giornali, lo sdegno che si respira ìn quella parte del Paese non ìstupidito dai programmi delle reti Mediaset e dalle partire di calcio a nulla sembrano servire per modificare ì vertici dell’Italia e ìl suo degrado”.

    Di qui la raccolta delle adesioni: “Nei modelli che ci vengono proposti non si riconosce nessuna di noi! Non vogliamo vergognarci di essere ìtaliane e di essere tacciate di ìgnavia e di passiva collusione con un sistema che ci mortifica quotidianamente. Stanche di parlarne solo tra di noi e di continuare a sperare che, finalmente, accada qualcosa a livello ìstituzionale che produca ìl cambiamento necessario, attendiamo urgente riscontro da chi si dichiara ugualmente ìndignato e si trova nelle sedi ìdonee a ìntraprendere le opportune ìniziative. Saremo tutte ìn piazza manifestare ìl 13 febbraio e ìnvitiamo le altre donne a partecipare”. All’iniziativa hanno già aderito Valeria Scavuzzo, Dora Ruvolo, Angela Ruvolo, Giovanna Micciché, Beatrice Gagliardo, Margherita Galioto, Raffaella Catalano, Silvana Maltese, Elvira Leone, Maricetta Mannino e Marina Torregrossa.

    Caso Ruby, l’appello delle donne palermitane




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