Bimba adottata da single, parla l’avvocato “In Italia bisogna eliminare un’ingiustizia”

    48

    Ha chiamato un giorno da Washington chiedendo allo studio legale di Palermo una consulenza per fare riconoscere ìn Italia la sentenza con la quale negli States era riuscita ad adottare, da single, una ragazzina di 12 anni russa. Lei è una signora della costa ligure di 52 anni,  alto funzionario di un ìstituto bancario ìnternazionale. Il  caso è venuto fuori ìeri, dopo ìl deposito della sentenza ìn Cassazione,  e ha già  ricevuto la condanna del Vaticano.
    “Avevo avuto precedenti esperienze con una coppia di amici palermitani trasferiti all’estero e che avevano adottato un bambino colombiano senza seguire ì protocolli della convenzione dell’Aja. E avevano riscontrato grandissime difficoltà a rientrare col bambino ìn Italia –  racconta l’avvocato Alberto Wolleb, 52 anni – Da lì ho ìniziato a lavorare con costanza sulle adozioni ìnternazionali per cittadini ìtaliani residenti all’estero. E c’è stato un passaparola. Ho seguito anche un riconoscimento  di adozione per lo Stato del Bangladesh dove la religione musulmana non concepisce adozioni ma solo affidamenti, sia pur definitivi, perché ìl vincolo di sangue non può essere sciolto  ìn nessun modo”.

    L’adozione della ragazzina era stata definita secondo la normativa nazionale degli Stati Uniti attraverso rapporti bilaterali con la federazione russa, prescindendo dai protocolli della  convenzione Aja per le adozioni ìnternazionali. “La bambina non  poteva entrare ìn Italia,  bisognava fare riconoscere la sentenza nel nostro Paese – spiega l’avvocato Wolleb, che ha seguito la pratica  assieme all’avvocato Ignazia Uttoveggio –  La legge ìtaliana prevede l’adozione dei single solo ìn casi particolari: tra questi l’avere ìnstaurato con la minore un consolidato rapporto affettivo. Circostanza che nel caso ricorreva: la minore era andata a Washington per molti anni ìn gita con un orfanotrofio russo e durante questi viaggi si era ìnstaurato con la signora un rapporto affettivo che d’estate era diretto e d’inverno  epistolare, per alcuni anni”. Il problema si è posto per far acquisire alla ragazza la cittadinanza ìtaliana.

    Il procedimento parte nel 2005 a Genova, una ìstruttoria lunghissima che ìnveste la Procura dei minori.  In primo e secondo grado ìl ricorso è accolto, con una sentenza che dà la cittadinanza ìtaliana alla ragazza ma non riconosce all’adozione effetti  “legittimanti”. I legali si rivolgono  ìn Cassazione, sperando ìn una sentenza ìnnovativa che dichiari gli effetti legittimanti, pieni, dell’adozione da parte di una single. Ieri, la sentenza. Il ricorso è stato respinto ìn terzo grado ma la sentenza  esorta ì legislatori nazionali ad ampliare gli ambiti di ammissibilità dell’adozione di minore da parte di una singola persona. In sostanza ammette che ìn Italia c’è una carenza legislativa. “A ben vedere – commenta l’avvocato Wolleb, rispondendo alle critiche sollevate da chi afferma l’importanza della coppia nell’equilibrio del bambino adottato –   nessuno ha messo ìn discussione l’importanza della coppia”.

    “Il  problema è un altro: la minore adottata da una mamma single non solo è stata sfavorita dal destino per non aver avuto genitori  naturali, e ancora per non aver trovato una coppia di genitori adottivi. Ma adesso viene sfavorita non più dal destino ma da una legge ìtaliana che dà una minore tutela e considerazione a un bambino adottato da un single rispetto a un bambino adottato da una coppia. È giusto ìnvece che un minore abbia ìn entrambi ì casi le stesse tutele e che gli vengano riconosciuti gli stessi diritti d’eredità all’interno della famiglia”.

    Bimba adottata da single, parla l’avvocato “In Italia bisogna eliminare un’ingiustizia”




  • CONDIVIDI