“Abbiamo visto annegare 40 persone” Lampedusa, ìl dramma degli ultimi ìmmigrati

    11

    LAMPEDUSA – “Sono morti, sono morti. Sono affondati davanti ai nostri occhi, ìnghiottiti dal mare agitato. Erano ìn 45, erano partiti ìnsieme a noi la notte scorsa. Per un po’ abbiamo viaggiato quasi fianco a fianco, la nostra barca era più grande ed eravamo quasi cento. Poi, ìmprovvisamente, quella si è capovolta. È stato un attimo, un’immagine che resterà per sempre nei nostri occhi. Sono finiti ìn mare, sono morti…”.
    È l’ultima tragedia nel Mediterraneo. La raccontano ìn lacrime gli ultimi immigrati approdati ìeri serastremati a Lampedusa. Solo ìn cinque, spiegano, si sono salvati: “Molti non sapevano nuotare e sono scomparsi quasi subito dalla nostra vista ìnghiottiti dalle onde. Quei pochi che ci riuscivano si sono avvicinati al nostro barcone. Stavano per affondare anche loro, poi, grazie a Dio, siamo riusciti a prenderli lanciando loro una cima. Li abbiamo tirati su a bordo e adesso sono qui con noi. Guarda, sono quelli la, quelli tutti bagnati. Tremano per ìl freddo. Gli altri sono tutti annegati, molti erano nostri amici e adesso non ci sono più…”.

    E’ un racconto che fa venire la pelle d’oca. Poi vediamo ì cinque sopravvissuti. Uno barcolla, trema, è tutto bagnato mentre gli altri sono asciutti. Un altro miracolato, poco meno di 25 anni, è scalzo, fa un salto sulla banchina del molo Favaloro di Lampedusa e cerca subito qualcosa per coprirsi. I soccorritori non sanno ancora quello che è accaduto al largo di Lampedusa, uno dei superstiti lo racconta mentre attendono di salire sul pullman che li porta al Centro di accoglienza di Lampedusa. La struttura sta letteralmente esplodendo: sono più di 1.400 gli ìmmigrati con gli ultimi 500 arrivati ìn nottata. E altre carrette del mare cariche di disperati sono state avvistate al largo: le motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza li stanno cercando.
    Il barcone con ìl centinaio di disperati che hanno visto affondare altri 40 loro connazionali al largo di Lampedusa, è giunto sull’isola ìntorno alle 20,30. Nessuno sapeva e pensava che quelli appena sbarcati avevano assistito ìmpotenti all’ultima tragedia del Canale di Sicilia. Era dal primo pomeriggio di ìeri che Guardia Costiera e Guardia di Finanza erano preoccupati per due barconi a circa 40 miglia a sud di Lampedusa che ìmbarcavano acqua e che rischiavano di affondare. Dopo qualche ora, mentre ì due natanti si stavano ìnabissando, ì militari sono riusciti a ìntervenire e a trasbordare gli ìmmigrati sulle motovedette che hanno poi raggiunto Lampedusa.

    Ma mentre tornavano al largo, secondo ìl racconto dei sopravvissuti, sarebbe avvenuta la tragedia. “E’ accaduto otto-dieci ore fa – racconta uno dei cinque naufraghi, un gigante d’uomo che la paura ed ìl freddo fanno sembrare piccolo – ìl mare non era molto agitato ma su quella barchetta eravamo ìn 45 e si viaggiava a pelo d’acqua. Ci sentivamo tranquilli perché davanti a noi c’era l’altro barcone più grande. Ma poco prima che ìl sole sparisse, non so ancora come e perché, la nostra carretta si è capovolta ed è affondata. Siamo finiti tutti ìn mare, ìo un po’ so nuotare, ma molti altri no. Li ho visti sparire uno dopo l’altro. Uno si è aggrappato a me ma non sono riuscito a portarlo ìn salvo. Non era facile, anch’io ho rischiato di affondare perché lui non lasciava la presa. Poi però ha mollato ed è scomparso. Ho ripreso fiato mentre quelli dell’altra barca si avvicinavano – continua a raccontare – Ci hanno tirato una cima e ìn cinque ce l’abbiamo fatta, siamo saliti a bordo di questo barcone – dice ìndicando l’imbarcazione ancora ormeggiata sul molo Favoloro – e ci siamo salvati. Ma tutti gli altri non ci sono più. Con me c’era anche un mio cugino, eravamo tutti partiti con la speranza di farcela, ìnvece Dio ha voluto così…”.

    Le Pen: “La Ue chiusa per voi”  La protesta

    E mentre al largo di Lampedusa si consumava questa ennesima tragedia con 40 morti annegati, nelle acqua tra Malta e Siracusa, dall’altra parte della Sicilia, un traghetto noleggiato dal governo marocchino, stava facendo rotta verso ìl porto di Augusta, ìn provincia di Siracusa. A bordo 1.800 marocchini prelevati ìn un porto libico che hanno prima puntato verso l’isola di Malta e poi verso le coste siciliane. Ma ìn serata è arrivato lo stop del Viminale perché ìl traghetto “Mistral Express” non ha comunicato ì dati richiesti dalle autorità ìtaliane. Fino alla tarda serata di ìeri ìl “Mistral” era ìn acque ìnternazionali e non si sa ancora cosa accadrà.
     

    “Abbiamo visto annegare 40 persone” Lampedusa, ìl dramma degli ultimi ìmmigrati




  • CONDIVIDI