Tar salva concorso ad un posto di professore di prima fascia bandito dall’Università di Palermo

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Tar salva concorso ad un posto di professore di prima fascia bandito dall’Università di Palermo
Tar salva concorso ad un posto di professore di prima fascia bandito dall’Università di Palermo

L’Università degli studi di Palermo ha indetto una
procedura valutativa relativa alla copertura di un posto di Professore
universitario di prima fascia presso il Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari
e forestali, per l’insegnamento di “Composizione architettonica e urbana”

L’Università ha escluso dalla suddetta procedura il prof.
M. S. – in quanto parente, entro il quarto grado, di un docente del
Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e forestali – e ha individuato il prof.
G. T. quale vincitore della procedura stessa.

Pertanto, con ricorso proposto innanzi al Tar Palermo, il
prof. M. S.- 60 anni e residente a Palermo – ha impugnato gli atti della
summenzionata procedura valutativa chiedendone l’annullamento previa
sospensione e chiedendo, altresì, l’adozione di una misura cautelare
monocratica.

In particolare, con il ricorso, è stato sostenuto che il
rapporto di parentela intercorrente con un docente del Dipartimento di scienze
agrarie, alimentari e forestali non sarebbe stato idoneo a giustificare
l’esclusione del ricorrente e ciò in quanto tale docente si sarebbe in concreto
astenuto dal partecipare alle sedute nelle quali è stato deciso di bandire la
procedura.

Si sono costituiti in giudizio l’Università degli Studi di
Palermo e il prof. G. T. – 53 anni e residente a San Giovanni Gemini -,
quest’ultimo con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe
Impiduglia, chiedendo il rigetto del ricorso.

In particolare, gli avvocati Rubino e Impiduglia, con
apposita memoria e richiamando specifici precedenti giurisprudenziali, hanno
rilevato che la normativa vigente – e, segnatamente, la Legge Gelmini – esclude
la partecipazione ai concorsi universitari dei soggetti che abbiano dei parenti
fino al quarto grado nel Dipartimento relativamente al quale la procedura è
indetta, non ritenendo sufficiente il mero obbligo di astensione.

Con la memoria è stato, inoltre, evidenziato come
l’esistenza di una situazione di estrema gravità ed urgenza – tale da
giustificare l’adozione della richiesta misura cautelare – risulti smentita
dalla stessa condotta del ricorrente che, a seguito della propria esclusione,
non ha prontamente adito il Tar, al fine di chiedere l’ammissione con riserva,
ma ha atteso la conclusione della procedura e l’individuazione del vincitore.

Il presidente del Tar Sicilia Palermo, condividendo gli
assunti degli avvocati Rubino e Impiduiglia, ha respinto la richiesta di
adozione di una misura cautelare monocratica.

Per effetto di tale pronuncia, il prof. G.T. potrà
continuare, nelle more dell’udienza di merito, ad espletare l’incarico di professore
universitario di I fascia.

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