«Sono arrivati con il fucile, noi li abbiamo implorati». Parla il «ladro di arance» sopravvissuto ai guardiani.

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«Sono arrivati con il fucile, noi li abbiamo implorati». Parla il «ladro di arance» sopravvissuto ai guardiani.
«Sono arrivati con il fucile, noi li abbiamo implorati». Parla il «ladro di arance» sopravvissuto ai guardiani.

«Sono arrivati con il fucile, noi li abbiamo implorati». Parla il «ladro di arance» sopravvissuto ai guardiani.

«Erano in tre». Gregorio Signorelli parla, per la prima volta con dei giornalisti, con un filo di voce. Attorno al collo ha un rosario e le mani sono ancora sporche di terra incrostata. Ha 36 anni, tre figli ed è stato sottoposto a due delicati interventi chirurgici che gli hanno salvato la vita. Nel suo corpo, sono rimasti i pallini che i medici dell’ospedale Garibaldi di Catania non sono riusciti a estrarre. È l’unico dei ladri di arance sopravvissuto alla violenta reazione di Giuseppe…


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