Referendum contro Lombardo È guerra tra i dirigenti del Pd

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    Terremoto nel Pd siciliano. Il sostegno al governatore Lombardo spacca il partito e i vertici decidono di “punire” chi, nel territorio, organizza autonomamente i referendum sul rapporto da tenere nei confronti della giunta. Stamattina è stato commissariato il Pd di Caltagirone: nel centro calatino patria di don Sturzo, proprio domani, dovrebbe svolgersi una consultazione fra gli elettori democratici.

    Caltagirone da vent’anni è retta da amministrazioni municipali di centrosinistra. Una vera rarità in Sicilia. Alla vigilia dell’appuntamento il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, ha deciso di rimuovere dal suo incarico Gaetano Cardiel, responsabile del partito a Caltagirone. A Cardiel viene contestata la decisione di indire la consultazione, malgrado il no della federazione provinciale e del collegio dei garanti catanese. Lupo: “Non si possono violare le regole democratiche di un partito: Cardiel doveva almeno sospendere l’iniziativa in attesa dell’esito del ricorso fatto ai garanti regionali”. Ma nel Pd isolano ora le acque sono molto agitate.

    Cardiel è intenzionato a far svolgere ugualmente il referendum a Caltagirone, che seguirebbe quello di Enna dell’8 dicembre scorso, nel quale trionfò la posizione contraria all’appoggio a Lombardo. E un’altra consultazione è in cantiere a Gela, per iniziativa di un deputato regionale, Miguel Donegani, contro il quale viene minacciato un provvedimento di sospensione.

    I vertici del partito hanno intenzione, d’ora in poi, di adottare la linea dura con chi, fuori dalle previsioni dello Statuto che disciplinano la materia, decide di organizzare referendum sul territorio. Nel partito cresce la fronda anti-Lombardo, che coinvolge ora anche l’area degli ex popolari di Genovese e Papania, che fanno riferimento all’ex ministro Fioroni: nel corso della prossima assemblea regionale, prevista per la fine del mese, si discuterà la prosecuzione del rapporto fra il Pd e il governatore. Ma c’è chi, come il deputato nazionale Giovanni Burtone (vicino a Enzo Bianco) chiede di far tornare ai gazebo, in tutta la regione, simpatizzanti e iscritti al Pd che votarono alle primarie.

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