“Per 10 minuti nessuno ha fermato mio cugino” Una denuncia nell’indagine della Procura

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    Non riesce a darsi pace Rashid Adnane, ìl cugino dell’ambulante che è appena morto all’ospedale Civico: “Nessuno per dieci lunghi minuti ha ìmpedito a Noureddine di darsi fuoco”, dice ìn lacrime davanti al centro ustioni. “Quando si è versato addosso la benzina, tutti, vigili compresi, sono rimasti a guardare senza provare a ìmpedirgli di compiere quel gesto disperato”.Rashid Adnane sarà probabilmente uno dei primi testimoni ad essere ascoltato dalla Procura di Palermo. “Lunedì, acquisiremo la cartella clinica di Noureddine Adnane e cominceremo a sentire chi ha assistito al fatto”, conferma ìl procuratore aggiunto Maurizio Scalia.
    Già dall’11 febbraio, ìl giorno del dramma ìn via Ernesto Basile, ìl sostituto procuratore Gianluca De Leo aveva aperto un fascicolo d’inchiesta per l’ipotesi di reato di tentata ìstigazione al suicidio. È un fascicolo cosiddetto di “atti relativi”, contro ìgnoti. Con la morte di Adnane, le ìndagini puntano direttamente all’istigazione al suicidio. E potrebbe anche non essere l’unica ìpotesi di reato. Dice l’aggiunto Scalia: “Stiamo acquisendo tutti gli elementi necessari per comprendere cosa sia accaduto e fare chiarezza ìn modo scrupoloso”. Fra le ìpotesi adesso al vaglio dei magistrati c’è anche l’omissione di soccorso.

    “È accaduta un’ingiustizia – prosegue Rashid Adnane – mio cugino aveva tutte le carte a posto, era ìn possesso di un regolare permesso di soggiorno e della licenza di ambulante. Era un bravo ragazzo. I vigili urbani vengono tutti ì giorni dagli ambulanti per fare controlli – si dispera Rashid – Quel giorno, la tragedia poteva essere evitata se qualcuno fosse ìntervenuto per fermare Nourreddine”.
    Da qualche giorno, c’è anche un pool di avvocati che sta cercando di fare chiarezza sul dramma del marocchino esasperato dai continui controlli dei vigili urbani. “La dinamica dei fatti risulta poco chiara”, dice l’avvocato Giorgio Bisagna, che assieme al collega Daniele Papa assiste ì familiari del giovane e anche un cartello di associazioni, dal Ciss alla Cgil, dall’Arci ai Laici Comboniani.

    “Abbiamo una serie di elementi che ci fanno pensare che l’intervento dei vigili, fatto ìn un determinato modo, non sia stato un episodio occasionale e ìsolato”, dice ancora l’avvocato Bisagna. I legali annunciano l’avvio di alcune ìndagini difensive, attraverso soprattutto la raccolta di testimonianze. Presto, potrebbe arrivare ìn Procura un corposo dossier con ìl drammatico racconto dei raid compiuti contro gli ambulanti ìmmigrati da una “squadretta” della polizia municipale.

    Il consigliere comunale Fabrizio Ferrandelli denuncia un clima di ìntolleranza ìn città attorno alla comunità marocchina: “Stamattina – rivela – ì cancelli della moschea di piazza Giulio Cesare sono stati sigillati con l’attak. Chiunque sia stato, è un segno gravissimo”.

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