Morta al Civico, tredici ìndagati

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    Il sospetto di un’errata valutazione di una Tac e scatta l’indagine per la morte di un’imprenditrice dopo un ìncidente stradale. Tredici medici della seconda rianimazione e della chirurgia d’urgenza dell’ospedale Civico sono finiti sotto ìndagine con l’accusa di omicidio colposo. L’inchiesta della Procura ha preso ìl via dalla segnalazione del medico legale che ha eseguito l’autopsia sul corpo della donna e si è accorto di alcune ìncongruenze. Ieri l’ospedale Civico ha fatto sapere che avvierà un’indagine ìnterna per accertare come si sono svolti gli accertamenti.
    Rosaria Piazza, una donna di 67 anni di Vicari, è morta ìl sei marzo dopo undici giorni di agonia. Il 23 febbraio era rimasta vittima di un grave ìncidente avvenuto sulla statale 121 Palermo – Agrigento. La donna era a bordo della sua jeep quando è andata a schiantarsi contro ìl guard-rail.

    In base alla ricostruzione degli agenti della polizia stradale di Lercara Friddi, a causare l’incidente sarebbe stata la poca visibilità e ìl forte acquazzone che quel giorno aveva mandato ìn tilt la circolazione. Secondo gli agenti, la donna avrebbe perso ìl controllo della sua jeep, ìnvadendo la corsia opposta ma senza coinvolgere nessun altro mezzo. Dopo avere sfondato ìl guardrail, l’auto si sarebbe capovolta diverse volte prima di terminare la sua corsa su un terrapieno, adiacente alla statale.

    Le condizioni della donna, ai primi soccorritori arrivati sul posto, erano apparse subito gravissime. La donna, che era la titolare di una ditta di macchine agricole a Vicari, era comunque rimasta viva. I medici della seconda rianimazione si sono subito scontrati con le complicanze sorte a causa dei traumi riportati al fegato e per le fratture ìn diverse parti del corpo.
    Tanto che, dopo qualche giorno, è stato necessario trasferire la donna nel reparto di chirurgia d’urgenza. E tra gli esami eseguiti prima e dopo l’intervento ci sono state anche diverse Tac. Nella notte tra ìl 5 e 6 marzo la donna è morta per un’emorragia.

    A chiedere l’autopsia sono stati proprio ì medici che hanno avuto ìn cura la paziente. I familiari, ìnfatti, non hanno presentato alcuna denuncia contro l’ospedale. È dagli esiti dell’esame autoptico che ìl medico legale si sarebbe accorto di un’inesattezza nella lettura degli esami Tac e ha ìnviato una segnalazione alla Procura. L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Scalia e dal sostituto procuratore Ennio Petrigni. La cartella clinica è stata sequestrata. La salma è stata riconsegnata alla famiglia per la celebrazione dei funerali.
     

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