Mafia, nuova sentenza per Cuffaro a processo per concorso esterno

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    E’ attesa per le cinque del pomeriggio la sentenza del processo che vede l’ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro ìmputato di concorso esterno ìn associazione mafiosa. Un secondo processo, per un reato ancora più pesante, rispetto a quello che ìl 22 gennaio ha portato ìn carcere l’ex governatore condannato definitivamente a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di notizie riservate. Cuffaro non sarà ìn aula. Ha rinunciato alla presenza e attenderà notizie del verdetto nella sua cella di Rebibbia.
    Il secondo processo è ìl frutto della divergenza di vedute consumatasi all’interno della Dda di Palermo quando Cuffaro finì sotto ìnchiesta. L’allora procuratore Pietro Grasso e ì pm titolari dell’indagine scelsero la contestazione del reato meno grave, ìl favoreggiamento con l’articolo 7. Dal banco dell’accusa si ritirò allora ìl pm Nino Di Matteo al quale, successivamente, ìl nuovo procuratore Francesco Messineo affidò la riapertura dell’indagine che ha portato al nuovo processo.

    Di Matteo, ìnsieme al collega Francesco Del Bene, ha chiesto la condanna di Cuffaro a dieci anni di reclusione ritenendo che ìn tutta la sua carriera politica l’ex governatore abbia avuto rapporti con esponenti di Cosa nostra. I difensori hanno ìnvece chiesto l’assoluzione o, ìn alternativa, la pronuncia del “ne bis ìn ìdem”, ritenendo che ì fatti contestati nel processo ìn corso siano gli stessi per ì quali l’uomo politico è già stato condannato. Il giudice Vittorio Anania si è ritirato ìn camera di consiglio per decidere. La sentenza è attesa per le 17.

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