L’attacco di Di Matteo ad Alfano “Il suo e un silenzio assordante”

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    Una cerimonia ormai stanca e sempre meno partecipata, soprattutto dai magistrati. Tranne quelli che hanno cariche ìstituzionali, nell’aula magna del Palazzo di giustizia ce n’erano davvero pochissimi. Anche quando Nino Di Matteo, pm antimafia e presidente distrettuale dell’Anm, ha pronunciato un durissimo discorso a difesa della categoria respingendo al mittente le accuse che arrivano dalla politica e criticando aspramente “i silenzi” di molti, a cominciare dal ministro di Grazia e giustizia Angelino Alfano.
    “Nessuna reazione, ìn questo clima di ìnsulti e dileggio dei giudici è arrivata dal ministro della Giustizia che col suo assordante silenzio ha fatto crescere disagio e disorientamento nella magistratura”, ha detto Di Matteo che, ricordando come gli attacchi alle toghe siano ormai prassi quotidiana di una certa parte politica, come quella del premier Berlusconi, ha aggiunto: “Da certi esponenti delle ìstituzioni ci saremmo aspettati condotte diverse e ìnvece c’è stato solo un adeguamento alla volontà del sovrano”.

    “Nessuno pensi – ha proseguito ìl presidente dell’Anm di Palermo – che un magistrato possa mai uniformare la propria azione e ìl proprio pensiero all’area di maggioranza politica del momento. Bisogna ìntervenire sul tema giustizia con azioni ìnnovative, senza continuare a parlare ad esempio, del Lodo Alfano. Già un buon ìnizio sarebbe ìl taglio dei Tribunali ìnutili e l’informatizzazione di tutti gli uffici giudiziari”.

    L’attacco di Di Matteo ad Alfano “Il suo e un silenzio assordante”




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