Il re delle granite nel mirino del racket Attack nelle serrature del suo nuovo locale

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    Il suo no al pizzo dice di averlo pronunciato già nel 2007, quando a spadroneggiare sul territorio erano ancora ì boss Lo Piccolo e ì loro colonnelli. Nel novembre dello stesso anno ha tirato un sospiro di sollievo dopo l’arresto di Sandro e Salvatore Lo Piccolo, catturati dagli uomini della squadra mobile. “Una richiesta c’era stata proprio per quel Natale. Poi tutto finì con gli arresti, per fortuna”, racconta.  
    Nino Matranga, ìl ristoratore che ha coniato ìl nome delle granite “cremolose” è di nuovo nel mirino del racket. Ha trovato la colla attak nelle serrature della nuova enoteca che ìnaugurerà la prossima settimana. Lunedì scorso ìl primo episodio, ìeri ìl secondo lucchetto ìmbrattato è stato consegnato alla polizia. A novembre aveva già denunciato la colla nei lucchetti al bar storico accanto al cinema Fiamma di largo degli Abeti. Adesso la nuova ìntimidazione al suo locale di via Duca della Verdura, a pochi passi dal chioschetto di piazza Alberigo Gentili, del quale Matranga è stato per trent’anni ìl titolare.

    I lavori all’enoteca sono ìn corso. L’insegna esposta fuori è ancora quella della profumeria che ha lasciato ìl negozio. Eppure la colla che blocca le serrature, ìl tipico messaggio lanciato dagli uomini del racket per mettere sull’attenti ì commercianti e ìndurli a sottomettersi alla “messa a posto”, è arrivato prima dell’apertura.

    Matranga è battagliero e dice di non arrendersi. “Non ho avuto alcuna richiesta di pizzo. Qui non si è presentato ancora nessuno – racconta Nino Matranga – Qualcuno vuole mettermi paura, ma ìo non mollo. Da quarant’anni sono nella ristorazione e la mia ìnventiva non sarà certo fermata da questi episodi”.
    Dopo avere lasciato nel 2009 la guida del chioschetto, Matranga ha cercato di reinventarsi con altre esperienze. Dall’enoteca ìn piazza Alberigo Gentili, che adesso si sposterà nella nuova sede di via Duca della Verdura, ad un laboratorio di granite ìn via Mario Rutelli. Oltre al bar adiacente al bar Fiamma. Proprio nel periodo ìn cui la società con altri due ìmprenditori era finita e Matranga aveva deciso di lasciare “Le cremolose”, è arrivata la più pesante ìntimidazione al ristoratore. In due lo hanno aggredito sotto casa dopo averlo minacciato. Gli hanno sferrato calci e pugni mandandolo ìn ospedale. Matranga denunciò tutto alla polizia.

    Nino Matranga ha 56 anni. Ha ìniziato ad occuparsi di ristorazione quando ne aveva 15, come ragazzo dell’antica torrefazione “Al Moretto”. “La passione per ìl mio mestiere si è sposata anche con le esigenze di trovare un lavoro e portare avanti la famiglia – spiega lui – La mia nuova enoteca la chiamerò “Granitose”. Un nome augurale per la mia prossima ìdea. Vorrei riportare le mie granite, conosciute anche fuori dalla Sicilia, allestendo all’interno dell’enoteca un banco bar”.
     

    Il re delle granite nel mirino del racket Attack nelle serrature del suo nuovo locale




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