Il comune multa se stesso

    30

    Strana vicenda questa mattina a Palermo.
    Due vigili urbani, infatti, questa mattina hanno multato un’auto della flotta del “car sharing” perché parcheggiata all’interno delle strisce arancioni destinate proprio al servizio pubblico gestito dall’Amat.
    Dopo aver guardato sul lunotto dell’autovettura, gli agenti della polizia municipale  si sono accorti che l’autorizzazione  53760/A  per il parcheggio nelle aree dedicate è scaduta il 31 dicembre dello scorso anno.

    Come è noto l’Amat è l’azienda comunale dei trasporti che gestisce anche il servizio del “car sharing”, già attivo  a livello nazionale nelle principali città italiane come Bologna, Firenze, Genova, Milano, Rimini, Roma, e Torino.
    È possibile sottoscrivere un abbonamento e condividere diversi veicoli a basso impatto ambientale, riducendo, quindi, l’inquinamento atmosferico: proprio per questo il servizio è promosso anche dal Ministero dell’ambiente.
    La sottoscrizione di questo servizio permette l’accesso alle zone al traffico limitato, di viaggiare nelle corsie preferenziali, di non pagare il ticket nei pargheggi a pagamento e soprattutto di non dover pagare il carburante utilizzato.
     
    A Palermo i parcheggi destinati al “car sharing” sono presenti in tutti i nodi nevralgici della città: piazza Politeama, piazza Massimo, via Libertà, via Aquileia, via Leonardo da Vinci, solo per citarne alcuni e, anche a  Mondello, con un servizio potenziato nel periodo estivo.
    L’intensità di traffico e l’inquinamento prodotto dalle autovetture a Palermo rimangono dei problemi che difficili da risolvere.
     
    Intanto l’Amat in una nota dichiara che chiederà l’annullamento della multa: “la sosta dei veicoli della flotta car sharing negli stalli di via Crispi, ad uso esclusivo del servizio di trasporto collettivo, è autorizzata dall’ordinanza 1099 del 6 luglio 2007, che non ha scadenza al 31 dicembre 2010, a firma del dirigente del settore Manutenzione – servizio Traffico e Authority.
    L’ordinanza 1099 precisa inoltre che gli stalli sono delimitati da strisce arancioni, per differenziarle da quelle a sosta tariffata di colorazione blu, e sono segnalati dalla cartellonistica di divieto di sosta per le auto private. L’Amat chiederà l’annullamento del verbale non appena questo sarà notificato all’azienda”.
    Emmanuel Nocera

    Il comune multa se stesso




  • CONDIVIDI