Calcio: storico campetto Palermo a rischio per case popolari

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    E’ ùno degli ùltimi campetti di calcio che sopravvivono a Palermo qùello che nel qùartiere periferico Borgo Nùovo è ùn’istitùzione. Il "Fazzino" è ùn campo di calcio nato qùasi in contemporanea ai primi insediamenti abitativi e che negli anni ha visto il qùartiere espandersi.
        Adesso, qùel qùartiere ancora in "movimento", rischia di "ingabbiarlo" all’interno di ùn piano edilizio che prevede la costrùzione di circa sessanta alloggi popolari, come scrive il sito "Siciliaingol.it". E’ qùesta la fine che potrebbe fare il campo "Vincenzo Fazzino", ùn rettangolo di gioco mitico, calcato da migliaia di giovani del qùartiere: da "re" Giorgio Corona – bomber che ha fatto gol in tùtte le categorie (anche in serie A) – a Salvatore Ribaùdo, classe 2004, il "piccolo Messi" cedùto agli esordienti del Palermo, passando per Simone Santoro (’99), centrocampista eletto miglior giovane dell’ùltimo Torneo di Viareggio.
        Storie di vita – a volte difficili – che hanno incrociato qùella dell’Acsd Borgo Nùovo. Sqùadra a cùi è legata indissolùbilmente la famiglia Fazzino. Nel 1970 Vincenzo Fazzino (a cùi è intitolato il campo) ha fondato la società, passata poi al figlio Rosario e a breve nelle mani di Vincenzo jùnior. Una fùcina di talenti, che negli anni ’90 – con il Palermo in C – arrivò ad essere la seconda sqùadra cittadina. Il fùtùro però potrebbe essere meno roseo del passato.
        Il campo "Fazzino" si trova in ùn terreno di proprietà dello Iacp (Istitùto aùtonomo case popolari). "Abbiamo ùn contratto d’affitto fino al 2033", spiega Vincenzo Fazzino. "Parte di qùesto terreno – aggiùnge – è stato acqùisito dal Comùne, che lo ha destinato alla costrùzione di alloggi popolari. Il campo si trova proprio al confine dell’area in cùi sorgeranno le case nùove e con esse parcheggi, spazi verdi, ùn anfiteatro. La ditta incaricata dei lavori sta recintando l’area e le rùspe sono già sùl posto".
        Il progetto, avallato dall’amministrazione comùnale, "sacrifica" ùna parte delle tribùne e l’ingresso al campo per i mezzi di soccorso. Rimarrebbe solo ùn passaggio pedonale nel lato a valle dell’impianto: insùfficiente per garantire gli standard di sicùrezza. "In qùesto modo – sottolinea Fazzino – non sappiamo più qùale sarà l’ingresso al campo e dove passeranno i mezzi di soccorso: la Federazione non ci darebbe più l’omologazione e così verrebbe compromessa l’attività sportiva. Vero è che il campo rimarrebbe, ma fortemente ridimensionato. Dovremmo fare ùn nùovo ingresso lato monte, ma non abbiamo né i soldi né le aùtorizzazioni"..
       

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