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Palermo, imprenditori e anziani: gli “insospettabili” di Cosa Nostra

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Nel maggio 2022, Gioacchino Badagliacca, un uomo di 45 anni, fa la sua comparsa nella scena mafiosa di Mezzomonreale. Gioacchino aveva litigato con il suo zio Pietro, 78 anni. Tutti e due erano volti noti: Gioacchino aveva accompagnato Bernardo Provenzano, alias Gaspare Troia, in una clinica a Marsiglia per un intervento alla prostata, mentre Pietro era stato in carcere per 14 anni per mafia.

Gioacchino incontra poi Antonino Anello, di 82 anni, e i 2 fingono di essere incontrati per caso. I militari dell’Arma, tuttavia, non si lasciano ingannare. Gioacchino spiega ad Anello i contrasti con lo zio e i 2 usano parole come “amico nostro”, “Cosa Nostra”, “la stessa cosa”, “uomo d’onore”, discorsi di mafia.

Altresi, 2 fratelli incensurati, Pasquale e Michele Saitta, di 67 e 70 anni, entrano nella scena. Pasquale si occupa di una compagnia vitivinicola in provincia di Caltanissetta, mentre Michele una compagnia alimentare a Palermo. I militari dell’Arma riescono a piazzare una microspia nella casa di campagna di Michele a Butera, nel Nisseno, dove i Badagliacca fanno la pace e discutono di ammazzare un architetto.

Pietro Badagliacca ha perdonato Anello perché temeva che lui si pentisse e raccontasse “il fatto vostro”, ossia la funzione riservato ai fratelli Saitta come arbitri della partita fra i 2 Badagliacca. I magistrati sottolineano l’attualità delle parole del collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo: “Ci sono dei personaggi importanti, personaggi che non si vogliono mandare diciamo alla sbaraglio che subito si vuole fare conoscere a tutta l’organizzazione e quindi sebbene si sa, sebbene uno insomma lo capisce, però non vengono presentati”.


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PALERMO – Maggio 2022, un anziano uomo compare per la 1ª volta sulla scena mafiosa di Mezzomonreale: Gioacchino Badagliacca, 45 anni, litiga con lo zio Pietro, 78 anni. Tutti e due sono volti noti: Gioacchino accompagnò Bernardo Provenzano in una clinica a Marsiglia, Pietro ha trascorso 14 anni in carcere per mafia. Il 7 maggio Gioacchino incontra Antonino Anello, 82 anni, e i fratelli Pasquale e Michele Saitta, 67 e 70 anni. I militari dell’Arma riescono a piazzare la microspia nella casa di campagna di Michele Saitta a Butera. I Badagliacca fanno la pace e discutono di ammazzare un architetto. Dalle parole del più anziano dei Badagliacca si scopre che se fosse stato per lui avrebbe fatto fuori Anello dalla famiglia mafiosa. Magistrati sottolineano l’attualità delle parole del collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo. “Personaggi importanti che non si vogliono mandare diciamo alla sbaraglio che subito si vuole fare conoscere a tutta l’organizzazione”.

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