Palermo

L’Agora di Brancaccio e le minacce al Centro Padre Nostro (VIDEO)

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#Bagheria

“L’Agorà di Brancaccio e una spina nel fianco delle istituzioni. Se entro un anno di tempo non ci danno risposte e non si parte con la progettazione, riconsegneremo le chiavi del terreno che ci e stato consegnato e togliamo al disturbo”. Non e rassegnazione ma rabbia quella che traspare dalle parole di Maurizio Artale, presidente del Centro Padre Nostro di Brancaccio, a Palermo.

L’Agorà dimenticata, un progetto fermo da 4 anni

La questione dell’Agorà “dimenticata” si potrebbe a giusto titolo iscrivere nella casistica dell’antimafia a parole:  quando si deve passare ai fatti il tempo scorre e a chi combatte sulla linea di frontiera non arrivano risposte. Neanche dalla pubblica amministrazione. Da 4 anni il centro di Brancaccio attende il via libera per partire con la esecuzione dell’Agorà. Per realizzarla,  la Onlus di Brancaccio Nostro ha a disposizione, in comodato d’uso gratuito, un terreno di approssimativamente 15 mila metri quadri. La progettazione esecutivo per la piazza – realizzato con i fondi del Centro Padre Nostro – e stato regalato al Comune di Palermo. Da allora silenzio. Anzi, una voce soltanto s’e alzata: quella del Santo Padre Francesco I che ha benedetto l’iniziativa.

Incendi e minacce contro la progettazione del Centro Padre Nostro

Dal territorio, poi, arrivano segnali inquietanti. La mattina del 15 luglio – il giorno di Santa Rosalia (verosimilmente una scelta non casuale) – delle persone si sono introdotte in quei terreni…


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