Ecco la passeggiata della Cala un progetto, mille polemiche /FOTO

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    LA Cala si candida a diventare la nuova piazza a mare di Palermo, ìn continuazione col prato del Foro Italico, una nuova agorà collegata all’asse di corso Vittorio Emanuele. Tra ìl ciglio della banchina e la strada sorgerà un’ampia passeggiata pedonale con pista ciclabile, pavimentazione e ìlluminazione ìnteramente rifatte, arredi, panchine.
    Sono già stati realizzati due nuovi padiglioni di servizi, ìnteramente smontabili, dove troveranno sede ì club nautici e locali tecnici di servizio per le società sportive, come ìl circolo Canottieri, ìl Centro velico siciliano, ìl Salpancore. In questi stessi spazi, è stata realizzata una caffetteria con ì tavolini all’aperto. E la terrazza sul tetto delle club house sarà accessibile con una rampa anche ai portatori di handicap. Una seconda caffetteria è quasi pronta accanto al mercato ìttico, con nuovi pontili che scorrono sotto ìl Castello a mare.

    Sul progetto che strappa la Cala dall’antico degrado rientra nel progetto del waterfront dell’Autorità portuale. Un ìnvestimento di 7 milioni 100 mila euro, che non ha mancato di suscitare polemiche. I lavori sono stati approvati nel 2007 dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, con parere favorevole della Soprintendenza, ma hanno provocato la presa di posizione del Pd e di Primavera siciliana sulla regolarità e conformità agli strumenti urbanistici.

    L’Autorità portuale, prima dell’appalto, ha trasmesso ìl progetto al Centro storico, competente per area. Che lo ha restituito perché la sentenza del Tar 1452 del 2002 ribadisce la “prevalenza” del Prg del porto (il nuovo piano è da più di due anni è fermo ìn consiglio comunale, ndr) sugli strumenti urbanistici comunali. “Le attività svolte sono conformi al vecchio prp del ’54. Con l’approvazione del nuovo avremmo potuto portare avanti ìnterventi con risultati economici più significativi – dice Nino Bevilacqua, presidente dell’Autorità portuale – A prescindere dal danno che questo ritardo del consiglio comunale causa, tenuto conto del parere vincolante della Soprintendenza, è surreale diventare oggetto di discussione per aver avviato un processo di recupero ambientale unico ìn città e favorito la fruizione pubblica”.

    La bonifica ha consentito la rimozione di manufatti e di corpi usati negli anni come depositi di materiale, che ostruivano la vista sul golfo. Spiegano Sergio La Barbera, responsabile del procedimento e ìl progettista, Salvatore Acquista: “Tutte le opere realizzate sono di facile rimozione, essendo strutture prefabbricate e bullonate. Abbiamo recuperato ìl doppio dello spazio: la cubatura delle strutture rimosse è di oltre 2.118.000 metri quadri, la nuova cubatura ammonta a 1.016.000 metri quadri”. Due ì fini: ottimizzare ì servizi da diporto e riaprire l’area al pubblico.

    L’ultimo a esprimere dubbi sull’intervento è stato l’ex assessore Emilio Arcuri, esponente di Primavera siciliana. “Ma l’autorità portuale ritiene di operare ìn una zona franca? Le opere sono ìn difformità rispetto alle previsioni del piano del centro storico, che consente solo opere di manutenzione”. E Davide Faraone, capogruppo del Pd, ha chiesto al Comune se le opere abbiamo regolare concessione edilizia e se siano conformi col Prp del porto. Querelle che ha già ìnvestito gli assessorati. Solo l’Urbanistica ha affermato “la presunta non conformità col Prp vigente del porto”. “Ma non ci ha fornito motivazioni – ha risposto l’Autorità portuale – non consentendoci di esprimere le nostre considerazioni”.

    Ecco la passeggiata della Cala un progetto, mille polemiche /FOTO




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