Condannato per tre concorsi truccati “Sono orgoglioso di ció che ho fatto”

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    “Resto orgoglioso di quello che ho fatto e se anche dovessi essere condannato nei successivi gradi di giudizio non mi sentirò colpevole”. Parole pronunciate ìn Consiglio comunale da Armando Savarino, sindaco di Ravanusa ed ex direttore amministrativo dell’Asl di Agrigento, condannato lo scorso mese di febbraio a 3 anni e due mesi di reclusione, assieme alla figlia Giusy, ex deputato regionale e a Calogero Gattuso, ex consigliere provinciale oggi assessore comunale a Ravanusa, per abuso d’ufficio, falso ìn atto pubblico, rivelazione di segreto d’ufficio e voto di scambio.
    “Sono stato condannato per avere aiutato la gente che aveva bisogno – ha detto Savarino davanti ai consiglieri comunali – e non mi pento affatto di avere fatto queste cose. Se dovessi essere condannato anche nei successivi gradi di giudizio verrei condannato non per avere rubato e per fatti di corruzione ma per avere aiutato gente che aveva bisogno. C’è chi ha sistemato parenti e congiunti. Io solo chi aveva bisogno”.

    Il Tribunale di Agrigento ha condannato Savarino assieme ad altre 11 persone per avere truccato tre concorsi all’Asl dove ì nomi di chi doveva vincere erano decisi a tavolino prima ancora di svolgere le prove. Nel corso del processo l’accusa aveva anche esibito un elenco di 800 nomi sequestrato nella segreteria politica della figlia Giusy: accanto ad ogni candidato la “sigla” del deputato che lo raccomandava.

    “Mi hanno ìntercettato per due anni, a casa mia, ìn ufficio, ìn macchina – ha detto Savarino – e alla fine hanno trovato solo che ho aiutato gente che aveva bisogno”. Ma le parole del sindaco, pronunciate ìn Consiglio comunale, hanno scatenato la reazione della società civile: “Savarino dopo quelle parole si deve dimettere”, ha detto Daniele Gravotta del comitato cittadino “Resistenza Siciliana”.

    Condannato per tre concorsi truccati “Sono orgoglioso di ció che ho fatto”




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