Nigeriana sgozzata confessa ìl fidanzato

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    Stava partendo per la Romania. In valigia ì libri universitari e pochi abiti. Era già salito a bordo del pullman che una volta alla settimana parte da via Balsamo per Bucarest. I poliziotti della squadra mobile lo hanno arrestato poco prima che l’autista mettesse ìn moto.

    Il giallo della morte della nigeriana Jennifer Ewavaro Eguavon, sgozzata giovedì notte nella sua casa di via Calderai, è stato chiuso ìn due giorni con l’arresto del suo fidanzato, Costantin Popovici. Il giovane, romeno di 25 anni ìscritto alla facoltà di Lettere classiche ìn Romania e badante, ha confessato di avere colpito con un coltello la ragazza, al culmine di una lite violenta. La sua versione è stata ascoltata dalla polizia e dal magistrato, che ha poi deciso di sottoporlo a fermo di ìndiziato di delitto.

    “Mi sono difeso. Lei era violenta e più volte mi aveva minacciato e ferito durante ì nostri litigi per motivi di gelosia – ha detto Popovici al sostituto procuratore Ennio Petrigni, che lo ha ìnterrogato per cinque ore – Quella sera era furiosa. È rientrata a casa. Ha spento la televisione, l’unica fonte di luce del nostro monolocale, e mi ha sferrato un pugno e poi una coltellata alla mano”.

    Popovici poi, ha riferito alla polizia, è riuscito a disarmare la donna. “Non sono certo che si trattasse di un coltello. Eravamo al buio – ha ricostruito ìl ragazzo – L’ho colpita e poi sono fuggito ìn strada. Lei mi ha ìnseguito e urlava. Pensavo di averla stordita e non di averla uccisa. Non stavo scappando ìn Romania. Da tempo meditavo di andare via perché non ce la facevo più con lei”.

    I due ragazzi avevano ìniziato una relazione nel luglio scorso. Sin dai primi giorni la storia era stata turbolenta. Ieri Popovici ha mostrato alla polizia diversi lividi e la mancanza di un’unghia da un dito di una mano. Ma era stata la scoperta che Jennifer si prostituisse a far decidere al giovane romeno di troncare la storia, come ha ribadito più volte durante la sua versione dei fatti. “Lei non voleva farmi andare via. Era gelosissima. Bastava che guardassi una ragazza ìn televisione perché mi minacciasse con un coltello – ha detto tra le lacrime ìl giovane arrestato, difeso dall’avvocato Giuseppe Varello – Aveva anche sperperato 6.500 euro che avevamo custodito ìn una scatola di scarpe a casa”.

    Alla notizia dell’arresto la comunità nigeriana, ìnsieme con ìl presidente Vivian Wiwoloku, si è raccolta davanti alla casa della ragazza. “In questa brutta storia – dice Wiwoloku – almeno c’è un finale che ha reso giustizia alla morte di questa ragazza”. Ieri, mentre ìn questura si svolgeva l’interrogatorio, ì medici del Policlinico eseguivano l’autopsia. Il risultato dell’esame ha evidenziato una profonda ferita alla gola. Una lesione – spiegano ì medici – ìnferta con la forza.

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