Wind shear, Lombardo: “Necessario sito alternativo”

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    “Poichè si ritiene fuor di ogni dubbio che non si può privare l’aeroporto di Palermo di un sistema di sicurezza ritenuto dalla stessa Enac essenziale, di cui l’antenna radar è soltanto un componente, si invita a valutare un sito alternativo a quello di Isola delle Femmine per installare il radar anti wind shear, contemperando l’esigenza primaria della sicurezza e della tutela della salute dei cittadini, garantendo così un percorso condiviso che tenga adeguatamente in conto le legittime esigenze del territorio.
    A questo percorso la Regione assicura la sua collaborazione piena e fattiva”.
    Si conclude così la lettera che il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha inviato all’Enav, al ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, e all’Enac.
    Il presidente ribadisce, nella lettera, che la Regione giudica imprescindibile coniugare i temi della protezione dei voli e della salvaguardia della salute della popolazione.
    Lombardo, evidenzia, però anche che “la valutazione del rischio salute dell’Istituto superiore di sanità (Iss) fa riferimento a valori relativi all’esposizione media, mentre non esiste ad oggi alcun riferimento a verifiche relative a un’esposizione permanente della popolazione ai campi elettromagnetici generati da sorgenti pulsate, per le quali, come è noto, manca la normativa specifica di regolamentazione”.
    Nella lettera, il governatore esprime il rammarico del governo regionale per la sospensione della sperimentazione su Isola delle Femmine dell’antenna radar “senza indicare come intende nel frattempo intervenire per garantire la sicurezza dello scalo dal fenomeno del wind shear, atteso che la rilevanza del fenomeno è nota fin dal 2004.
    Non sarà sfuggito all’Enav – prosegue la lettera – che non si è ad oggi provveduto nè a richiedere le autorizzazioni urbanistiche di competenza comunale nè, in aggiunta, trattandosi di un sito limitrofo ad aree di rilevante interesse naturalistico, ad acquisire la valutazione di incidenza ambientale”.
    Quindi, sottolinea Lombardo nella lettera, “appare di tutta evidenza che alla data odierna, la società non sarebbe stata comunque in condizione di realizzare l’opera entro l’anno”.




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