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“Viaggio in Sicilia” arriva a Palazzo Abatellis: ecco l’esposizione “Coppe di stelle nel cerchio del sole”

Domenica 22 maggio alle ore 12.00, nella sala del sottocoro della Galleria Regionale della Sicilia – Palazzo Abatellis di Palermo, apre al pubblico l’esposizione Coppe di stelle nel cerchio del sole, seconda parte della nona edizione del programma ideato e prodotto da Planeta Viaggio in Sicilia, realizzato insieme con il Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Sicilia, frutto di una intesa di sponsorizzazione pubblico-privato. In occasione dell’inaugurazione, Emiliano Maggi realizzerà una prestazione multidiscipilnare in costume. 

L’esposizione, a cura di Valentina Bruschi, con una sezione storica a cura di Evelina De Castro direttrice di Palazzo Abatellis, presenta al pubblico 10 opere di 4 artisti contemporanei Bea Bonafini (Bonn, 1990), Gili Lavy (Gerusalemme, 1987), Emiliano Maggi (Roma, 1977) e Diego Miguel Mirabella (Enna, 1988), un testo di Chiara Barzini (Roma, 1979) e le fotografie di Matteo Buonomo (Cinisello Balsamo, 1991) accostate ad una selezione di 10 oggetti inediti provenienti dai depositi di Palazzo Abatellis, alcuni per i quali restaurati grazie al sostegno di Planeta e presentati per la 1ª volta in questa sede al pubblico. La nona edizione di Viaggio in Sicilia prende il titolo Coppe di stelle nel cerchio del sole dai versi del filologo e poeta arabo-siculo Ibn al-Qattâ (Sicilia, 1041 – Il Cairo, 1121), riferiti al vino e ai fenomeni naturali, traccia preziosa di una ricca realizzazione e di un incancellabile intreccio di culture. 

«Una collaborazione tra pubblico e privato nell’interesse della valorizzazione dell’arte. Un gesto di grande sensibilità – mette in rilievo l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – che auspico possa servire di ispirazione a quanti vogliono contribuire a valorizzare il cospicuo patrimonio regionale siciliano, utilizzando strumenti importanti quali le sponsorizzazioni tecniche e l’art bonus. Quello che presentiamo e la sintesi di un atto d’amore verso la nostra Terra, che ci consente di restaurare ed esporre preziose testimonianze artistiche, custodite nei depositi di Palazzo Abatellis».

Evelina De Castro, manager della Galleria, parla di una «dialettica fra sopravvivenze ed eredità, fra studi, ricerche filologiche e documentali, suggestioni e revivals ricorrenti negli anni, attraverso cui si snoda il percorso della cultura dell’islam in Sicilia. Dalla “Sala Araba” dell’originario Museo Nazionale, ricca di contaminazioni orientaleggianti e aperta al collezionismo di fine Ottocento, si giunse alle scelte espositive dell’odierno Palazzo Abatellis, che dal Medioevo fin sulla soglia del Rinascimento, segna il percorso dell’arte in Sicilia con le opere di cultura figurativa dell’islam provenienti dal territorio, prevalentemente a partire dall’età normanna. In tal senso la progettazione curato da Valentina Bruschi e reso probabile da Planeta, incontra il programma sistematico portato avanti dalla Galleria nelle molteplici opportunità di partecipazione a mostre internazionali, per la valorizzazione delle sue collezioni di arte dell’islam, dalla epigrafia, ai metalli, alle ceramiche ai legni intagliati, fra memorie del territorio, revivals e collezionismo, per l’appunto. Un percorso che spontaneamente si allaccia a questo progetto», conclude De Castro. 

L’allestimento della mostra trae spunto dalle immagini d’archivio dei primi del Novecento della “Sala Araba” con il imponente lampadario, restaurato da Planeta in occasione di questo progetto espositivo. L’opera e emblematica della continuità fra un passato reinterpretato e idealizzato e il contemporaneo, consapevolmente libero da storicismi e sovrapposizioni. Gli altri materiali delle collezioni Abatellis scelti per l’esposizione rispondono al criterio dell’inedito, dei materiali più ricorrenti, come il legno e metallo ma oltretutto a presentare oggetti che raccontano storie di passaggi d’ uso, dove le forme e i repertori, calligrafia, figure e stilizzazioni geometriche e fitomorfiche, provenienti da modelli aulici, divengono fonti per il contemporaneo. 

Storicamente, gli artisti spesso hanno tratto ispirazione dai musei e dalle loro collezioni: per questo progetto, a parte la residenza dello scorso ottobre attraverso alcuni siti della Sicilia dell’islam, Bea Bonafini, Gili Lavy, Emiliano Maggi e Diego Miguel Mirabella si sono confrontati pure con le opere della collezione di Palazzo Abatellis. Gili Lavy ha realizzato un’opera sonora, insieme con il musicista Jacopo Salvatori, dal titolo “Journey XII” dove vengono evocate parole della lingua franca mediterranea, detta sabir, e l’artista si riferisce al museo come spazio di transizione e dispositivo contenente numerose identità mutevoli, talvolta fuse, metafora della Sicilia come immenso archivio di culture in migrazione.

Emiliano Maggi ha realizzato 3 sculture in ceramica e bronzo, come delle brocche che simboleggiano i versi e la figura del poeta arabo-siculo al-Ballanūbī, riscoperto da Michele Amari nell’Ottocento mentre Diego Miguel Mirabella presenta un’installazione con stoffe, una pittura su tavola di legno e un lavoro a mosaico, realizzate con la collaborazione di artigiani marocchini, come successivo sviluppo della sua inchiesta sulle strutture grammaticali del decoro e dell’ornamento. Bea Bonafini e l’unica degli artisti che, oltre a presentare delle opere realizzate appositamente per l’occasione come gli altri, espone pure un grande tappeto-arazzo in moquette del 2018 dal titolo, “Il Trionfo”, realizzato con richiamo al celebre affresco, “Il Trionfo della Morte” custodito nel museo, la cui iconografia particolare e riconducibile all’ampia circolazione del catalogo cortese in pittura, miniatura, arazzeria, arti decorative e nelle illustrazioni della trattatistica sulla caccia o negli erbari. 

«Questo progetto, sulla base sulla nostra storica residenza nomade e sullo studio delle opere del magazzino di Palazzo Abatellis,” conferma Vito Planeta “nei nostri intenti vuole essere il volano di un circolo virtuoso, che va dal restauro delle opere d’arte meno conosciute della sterminata collezione del Museo, alla loro valorizzazione, al sostegno degli artisti coinvolti, all’arricchimento della programmazione del Museo. Tutto grazie a una collaborazione tra pubblico e privato che moltiplica il valore dei rispettivi contributi, invece di sommarlo». 

Per l’occasione verrà stampato un catalogo che narra la progettazione espositivo con notizie sugli oggetti inediti di Palazzo Abatellis e le opere degli artisti contemporanei prodotte appositamente per l’occasione. Il volume presenta una maggiore selezione di fotografie di Matteo Buonomo in confronto a quelle esposte e il testo completo di Chiara Barzini sulla residenza nomade che si svolta il passato ottobre – come prima parte del programma – attraverso la Sicilia e i territori di Planeta.

In particolar modo il restauro ha coinvolto due oggetti presenti nei magazzini della Galleria Abatellis: un Cilindro con iscrizioni e fascia traforata realizzato in rame argentato cesellato e a fusione riferibile al XVII-XVIII secolo, delle dimensioni di centimetro44x19 inventariato al n. 7255 e una Lampada in rame traforato, sbalzato, cesellato e a fusione del XVIII-XIX secolo delle dimensioni di centimetro64 x diam. 43, inventariato al n. 7259.

Dove: Palazzo Abatellis Via Alloro, 4
Quando: Dal 22/05/2022 al 17/07/2022 sabato dalle ore 9 alle 19 | domenica dalle ore 9 alle 13
Prezzo: Gratis
Info: Altre informazioni

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