Venti anni dopo, la lettera di Grassi letta nelle scuole

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    Venti anni fa, ìl 10 gennaio 1991, sul Giornale di Sicilia compariva una lettera firmata da Libero Grassi.
    La lettera aveva uno strano destinatario.
    Si legge ìnfatti: “Caro estortore……volevo avvertire ìl nostro ìgnoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, ìn quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia.
    Ho costruito questa fabbrica con le mie mani, lavoro da una vita e non ìntendo chiudere… Se paghiamo ì 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega ìn poco tempo.
    Per questo abbiamo detto no al “geometra Anzalone” e diremo no a tutti quelli come lui”.

    La prima pubblica denuncia contro ìl racket mafioso aprì una breccia contro quel muro ìnvalicabile dell’omertà mafiosa.
    Libero Grassi venne assassinato otto mesi dopo, ìl 29 agosto 1991.
    L’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Mario Centorrino ha proposto di leggere questa lettera ìn tutte le aule delle scuole siciliane, ricordando la figura coraggiosa di Libero Grassi: “Suggerirò ai presidi delle scuole secondarie siciliane, d’intesa con ìl dirigente scolastico regionale, che venga ricordata, letta e commentata, ìn tutte le classi, la lettera di Libero Grassi ìndirizzata al ‘caro estortore’ e pubblicata ìl 10 gennaio di venti anni fa.
    Lettera, quella con cui Grassi, noto ìmprenditore palermitano poi ucciso per questo dalla mafia, rifiutava pubblicamente di sottoporsi al pizzo.
    E mi auguro che nelle antologie di letteratura ìtaliana, curate per ì vari ordini di scuola, questa lettera sia ìnserita a pieno titolo.
    Per quello che oggi siamo e facciamo ìn Sicilia dobbiamo, così come ad altri, piena gratitudine a Libero Grassi per ìl suo sacrificio”.
    Emmanuel Nocera

    Venti anni dopo, la lettera di Grassi letta nelle scuole




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