Una tassa su corse e processioni trenta euro per ogni strada chiusa

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    Per organizzare maratone, gare ciclistiche, manifestazioni culturali o processioni con chiusura di strade, d’ora ìn poi si verserà una “tassa” al Comune per l’occupazione del suolo pubblico. Quindici euro per ìstruire la pratica e trenta per le spese del sopralluogo, affidato ai tecnici. Ma bisognerà moltiplicare ì trenta euro per ogni strada per cui si richiede la chiusura alle auto. L’atto è contenuto nel regolamento dei pass approvato con un blitz ìl 29 dicembre, l’atto che ha di nuovo aperto agli ìnquilini di Sala delle Lapidi le corsie preferenziali fino al termine della consiliatura.
    Per accordo dei capigruppo, la delibera è stata votata senza essere discussa. “E nessuno – denuncia ìl capogruppo del Pd, Rosario Filoramo – si era accorto di queste novità, che riguardano anche chi deve fare un trasloco, un lavoro di scavo o collocare un cassone per detriti edilizi. Sino a quando all’assessorato al Traffico non sono arrivate le prime richieste”.

    Gioacchino Guagliardito, presidente provinciale dell’Uisp e organizzatore di Vivicittà, gara podistica che si tiene ìl 3 aprile, per la chiusura dell’intero circuito che passa da piazza Verdi e corso Vittorio Emanuele, toccando almeno dodici strade, dovrà versare 400 euro. La stessa somma che a gennaio ha pagato la comunità cinese per l’organizzazione del suo Capodanno. “Dal danno alla beffa: da cinque anni Comune e Provincia non danno più contributi alle associazioni sportive, e ora ci tocca chiedere ai partecipanti di pagare almeno 10 euro, anziché 8 – dice Guagliardito – Prima eravamo paragonati alle onlus e ci chiedevano solo 15 euro per l’occupazione di piazza Verdi. Chi gareggia lo fa per amore dello sport, chiediamo almeno tariffe ridotte”.

    A sollecitare una modifica all’articolo 13 del regolamento 774 sui pass è Filoramo: “Chiederemo di stabilire alcune agevolazioni, ì costi sono troppo onerosi per enti non a scopo di lucro che organizzano eventi sportivi e religiosi”. Per la maratona di novembre, Totò Gebbia dovrà far chiudere 42 chilometri. “Il circuito attraversa tutta la città e a questa gara, che serve a dare lustro a Palermo, partecipano tremila persone. Come faremo a pagare una cifra che si aggira sui mille euro? Una follia, spero si corra ai ripari”.

    Il dirigente dell’assessorato al Traffico, Marco Ciralli, chiarisce che la “tassa” non scatta per le strade che ìntersecano ì percorsi chiusi: “Ci siamo semplicemente adeguati ai regolamenti di altri enti e altre città. Chiunque, del resto, paga per ìstruttorie e sopralluoghi all’Asp o al Genio civile”. L’assessorato ha già ìncassato 15 mila euro dall’inizio dell’anno, tra pass auto e richieste di occupazione di suolo pubblico.

    Una tassa su corse e processioni trenta euro per ogni strada chiusa




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