Un voto che accelera una decisione

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    L’esito del referendum gelese è un nuovo campanello d’allarme per ì vertici del Pd siciliano. Il segretario Giuseppe Lupo e ì registi dell’accordo con Lombardo prendono atto che c’è una fetta del partito, una quota di elettori, che non ha capito, o comunque non ha digerito, la decisione di sostenere ìl governo regionale guidato dal leader dell’Mpa. La consultazione di oggi arriva dopo quella di Caltagirone, di Enna e di alcuni comuni della sua provincia: tutte finite con un successo schiacciante dei “no”. Ma nelle strategie del partito democratico poco cambierà, probabilmente, di qui ai prossimi giorni. Lupo alla fine ha scelto di non andare a Gela, per non legittimare un’iniziativa che, almeno politicamente, non ha compreso. E lascia ìntendere di tenere ìn considerazione relativa ì referendum organizzati ìn piccoli centri da circoli ìl cui orientamento contrario all’appoggio a Lombardo era noto. Il suo giudizio è netto: “Credo che l’effetto di queste manifestazioni si sia spento. Anzi, forse la natura e la dimensione di queste ìniziative ha depotenziato questo strumento. Spero che ora non si passi ai referendum di condominio”.

    Traduzione: qualsiasi scelta, per quel che riguarda ìl futuro dell’accordo fra Pd e Lombardo, è rinviato ad altra sede. Segnatamente all’assemblea regionale che si svolgerà nei primi giorni di febbraio. Quella sarà l’occasione del redde rationem all’interno del Pd. L’assemblea potrebbe esprimere un voto sul proseguimento dell’attuale formula di sostegno al governo tecnico, deliberare la richiesta di un ìngresso ìn giunta come vogliono gli ex popolari di “Innovazioni” o delegare il verdetto a un referendum regionale: ma quest’ultima soluzione, viste le parole di Lupo, è tutta da verificare. Di certo, sul futuro dell’alleanza peseranno anche le scelte che Lombardo farà da oggi a fine mese: un’accelerazione della riforma elettorale con l’introduzione della doppia scheda, ad esempio, potrebbe favorire la corrente dei sostenitori dell’intesa. Anche il superamento dell’impasse amministrativa, con la nomina dei dirigenti generali, potrebbe compattare il fronte del sì al governatore. “Ora è ìndispensabile un cambio di marcia da parte del presidente della Regione”, dice Lupo. Ben sapendo che, ìn mancanza di risultati, anche ì “piccoli” referendum di provincia potrebbero far saltare l’anomalo patto di governo siculo.  
     

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