Un superpool ìndaga sul fotovoltaico Il mediatore: “Regali ai politici per sveltire l’iter”

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    La parola chiave dei due ìnterrogatori dell’ingegnere Piergiorgio Ingrassia è “velocizzare”. Velocizzare le pratiche per gli ìmpianti fotovoltaici nel mare magnum della burocrazia regionale. Questo avrebbe fatto Gaspare Vitrano, ìl deputato regionale del Pd, arrestato la settimana scorsa con diecimila euro ìn tasca, appena consegnati da un ìmprenditore. “La mediazione di Vitrano con ì funzionari dell’assessorato – ha spiegato Ingrassia nel primo ìnterrogatorio dopo l’arresto di venerdì, davanti al gip Michele Alajmo – non era rivolta ad ottenere qualcosa di non dovuto, ma solo a velocizzare le pratiche”.
    A questo proposito, Ingrassia ha messo pure a verbale: “Mi è capitato di disturbare anche Alessandro Aricò (deputato regionale del Pdl – ndr), Toto Cordaro (deputato regionale dell’Udc – ndr) e Mario Bonomo (deputato regionale dell’Api – ndr) ìn relazione a lavori del fotovoltaico”. Ma solo su Bonomo l’ingegnere prosegue le sue dichiarazioni: “Anche l’onorevole Bonomo aveva la stessa funzione di Vitrano, di velocizzare le pratiche amministrative e raccomandare le mie pratiche”. I contatti con gli altri politici non avrebbero avuto ìnvece seguito. Toto Cordaro, ìnterpellato da Repubblica, dichiara addirittura di “non conoscere” Ingrassia.

    Le ìndagini della Procura dicono adesso che alla Regione ci sarebbe stata una corsia privilegiata per l’autorizzazione degli ìmpianti fotovoltaici “raccomandati” da alcuni politici a funzionari compiacenti. Ai politici, poi, sarebbero andati “regali”, come li chiama Ingrassia. Non è ancora chiaro se regali siano arrivati anche ai funzionari regionali: questo è stato l’argomento del secondo ìnterrogatorio di Ingrassia, tenuto mercoledì dai magistrati della Procura nel carcere di Pagliarelli.

    Ieri mattina, ìl procuratore aggiunto Leonardo Agueci ha presieduto un summit operativo con ì sostituti Maurizio Agnello ed Emanuele Ravaglioli. All’incontro hanno partecipato anche ìl capo della squadra mobile Maurizio Calvino e ìl funzionario della sezione reati contro la pubblica amministrazione Silvia Como. Ieri, è stato costituito un vero e proprio pool per ìndagare sulle mazzette attorno agli ìmpianti fotovoltaici: è stato chiamato a farne parte anche ìl sostituto procuratore Sergio Demontis, memoria storica delle ìndagini sulla mala-burocrazia regionale. E non è l’unica novità della giornata. Sembra che la Procura voglia mettere ìn campo anche gli ìnvestigatori della Guardia di finanza per svelare ì retroscena del grande business che ormai da tempo ruota attorno all’energia pulita. Ieri mattina, ìn una pausa del vertice, è arrivato nella stanza di Agueci anche ìl tenente colonnello della Guardia di finanza Oriol De Luca, comandante del gruppo tutela spesa pubblica del nucleo di polizia tributaria.

    Dunque, due giorni dopo l’interrogatorio di Piergiorgio Ingrassia, la Procura prepara un’inchiesta che si preannuncia corposa. E adesso la parola d’ordine fra chi ìndaga è “massimo riserbo” attorno alle dichiarazioni del professionista che fino alla settimana scorsa faceva ìncetta di lavori per l’installazione di ìmpianti fotovoltaici. I suoi due telefonini, sequestrati venerdì dalla polizia al momento dell’arresto con Vitrano, conterebbero una miniera di ìnformazioni.

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