Un piemontese guiderá la Formazione ìn Sicilia

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    È un piemontese ìl nuovo dirigente generale scelto dalla Regione Siciliana per guidare ìl delicatissimo settore dell’Istruzione e della Formazione professionale. È Ludovico Albert, già direttore dell’Istruzione, Formazione professionale e Lavoro della Regione Piemonte nella giunta guidata da Mercedes Bresso (Pd). Lo ha scelto ìeri sera la giunta regionale siciliana, presieduta da Raffaele Lombardo. Il Pd – soprattutto la corrente che fa capo all’ex segretario regionale Francantonio Genovese – aveva ìndicato un altro nome, quello di Nino Emanuele, attualmente capo di gabinetto dell’assessore all’Istruzione e alla Formazione, ìl messinese Mario Centorrino. Le prime reazioni negli ambienti politici sono di sorpresa, perché proprio due giorni fa – respingendo l’appello di un gruppo di ìntellettuali siciliani a scegliere un manager non siciliano come prossimo manager dell’ospedale Civico – Lombardo aveva risposto categoricamente: “Non abbiamo bisogno di papi stranieri”.
    “Dal conclave del governo della Regione – ha commentato ìl coordinatore regionale del Pdl, Giuseppe Castiglione – è venuto fuori un cardinale piemontese, del resto ìl presidente Raffaele Lombardo e l’assessore Massimo Russo aveva dichiarato neanche qualche ora prima che la Sicilia non ha bisogno di papi stranieri”. Negativo anche ìl giudizio del Pid, la nuova formazione degli ex cuffariani: “La nomina, sicuramente di alto profilo – dice ìl vicepresidente del gruppo del Pid all’Assemblea regionale, Toto Cordaro – non solo mortifica le tante alte professionalità che esistono nella burocrazia regionale ma evidenzia l’impossibilità delle varie anime del governo, Pd ìn testa, nel trovare una ìntesa sui nomi”.
    Sulla stessa linea la Uil. Claudio Barone, segretario generale del sindacato ìn Sicilia, afferma che “non può essere un criterio pregiudiziale, ìn positivo e ìn negativo, quello della provenienza geografica”. “Non accetteremmo mai – aggiunge ìl sindacalista – che dei siciliani fossero discriminati ìn altre regioni perché considerati estranei. Ma viceversa non condividiamo nemmeno che si debbano preferire dirigenti esterni alla nostra regione”.

     

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