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Sparatoria allo Zen di Palermo, i fermati riconosciuti perchè senza mascherine

Sparatoria allo Zen di Palermo, i fermati riconosciuti perchè senza mascherine

2 dei principali indagati per la sparatoria di via Patti a Palermo, appaiono a volto scoperto e quindi senza mascherine finché, poco prima del raid, vengono inquadrate dalle videocamere di un bar. Si tratta di Letterio Maranzano e Nicola Cefali, come scrive Vincenzo Giannetto sul Giornale di Sicilia in edicola.”Il primo riconoscibile dalla corporatura robusta (è detto il pacchione, ndr) e dagli occhiali da vista che indossa. Il secondo dagli occhiali e dalla folta barba – annotano gli inquirenti…” e pure Pietro Maranzano riconosciuto “anch’esso dalla corporatura robusta e senza ombra di dubbio dai tratti del viso”. Quei filmati acquisiti dai poliziotti sono serviti per confrontare le versioni fornite dai due testimoni. A fornire dettagli “preziosi” agli investigatori – coordinati anche sul campo dai magistrati della DDA di Palermo – è stata una donna, che, con coraggio, ha spezzato la catena di omertà e ora è sottoposta a una forma

Il servizio intitolato: Sparatoria allo Zen di Palermo, i fermati riconosciuti perchè senza mascherine è stato inserito il 2021-03-30 14: 18: 42 dal sito online (gds.)

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