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«Si sentiva oppresso» e uccise la consorte, tappezziere di Lentini a processo per l’omicidio

#Siracusa

Il Giudice Udienza Preliminare di Siracusa ha deciso di rinviare a giudizio Massimo Cannone, 45 anni, tappezziere di Lentini, per il delitto della moglie Naima Zahir avvenuto nel marzo scorso. L’uomo e accusato di omicidio volontario aggravato da futili motivi, minorata difesa e premeditazione. La 1ª udienza si svolgerà il 10 marzo davanti alla Corte d’assise.

Come emerso dall’indagine, Cannone avrebbe ucciso la consorte con un coltello da cucina in seguito ad un litigio. La vittima, una donna di origini marocchine, lavorava come badante presso una nucleo familiare di Siracusa.

L’uomo, difeso dall’avvocato Vincenzo Sardo, si e sempre dichiarato innocente. Il Giudice Udienza Preliminare ha accolto l’istanza del pubblico ministero, Antonio Costanza, che aveva chiesto il rinvio a giudizio. La difesa ha invece sollecitato l’archiviazione della vicenda.

La Corte d’assise dovrà ora stabilire se le accuse siano fondate e decidere la sorte di Massimo Cannone.


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