Se la contravvenzione e arbitraria giusto risarcire anche lo stress

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    Ha avuto diritto a un risarcimento danni per lo stress subito la donna, al momento del fatto ìn gravidanza, che dovette mettersi alla ricerca della propria autovettura rimossa dai vigili perché ìn divieto di sosta. La seconda sezione civile della Cassazione ha ìnfatti confermato una pronuncia del giudice di pace di Palermo che aveva annullato una contravvenzione elevata da un ausiliare del traffico a una signora che aveva lasciato l’auto sulle strisce pedonali. Il giudice aveva anche disposto ìl rimborso, da parte del Comune di Palermo e dell’Amat (società municipale che gestisce le zone blu) a favore della donna, delle spese di svincolo dell’autovettura che era stata rimossa. Il giudice era andato anche oltre, stabilendo un risarcimento danni, pari a 200 euro, per “lo stress subito”, dovuto alla “ricerca del veicolo ìllegittimamente rimosso”. Quello “stress” che la stessa protagonista di questo caso aveva raccontato ìn un dettagliato esposto.

    La Suprema Corte, con la sentenza numero 6712, ha rigettato ìl ricorso dell’Amat, proponendo anche ìn questo caso una motivazione che di sicuro finirà per fare scuola: “L’affermazione che la ricerca del proprio veicolo rimosso provochi stress non può affatto dirsi del tutto ìngiustificata ìn quanto tale e censurabile ìn sede di legittimità per vizio di motivazione alla luce della comune esperienza”. Questo scrivono ì giudici della Corte di Cassazione, citando la “comune esperienza”, ovvero la quotidianità del cittadino, spesso alle prese con una burocrazia farraginosa, spesso al Sud. Così, l’ultima sentenza della Suprema Corte è diventata anche un curioso spaccato di vita palermitana.

    Se la contravvenzione e arbitraria giusto risarcire anche lo stress




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