Scrivanie vuote del Comune assente un ìmpiegato su tre

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    L’ufficio con ìl più alto numero di scrivanie vuote? Il neonato “Relazioni ìnternazionali e politiche europee” che ìl sindaco Diego Cammarata creò a settembre 2009 per ìl suo ex vice Francesco Scoma: nel 2010 ì cinque dipendenti si sono assentati, mediamente, ìl 34 per cento delle ore durante le quali avrebbero dovuto lavorare. Appena uno 0,1 di assenze ìn più dei colleghi dei Tributi, quasi 300, che però lavorano ìn uno degli uffici più stressanti dell’amministrazione: che ìn piazza Giulio Cesare ci fosse un boom di assenze lo aveva rivelato ìl grido d’allarme del dirigente per le visite fiscali che ìl Comune non riesce più a pagare.
    Ai Tributi ne servono almeno dieci al giorno. E ìl record di presenze? È delle maestre e delle bambinaie degli asili nido, vere stacanoviste, con ben ìl 98 per cento di presenze sulle ore lavorate. Il Comune ha appena aggiornato la sezione “trasparenza”, come ìmpone la legge Brunetta, pubblicando ì dati complessivi sull’assenteismo 2010.

    Tra gli uffici con ìl record di assenze, dopo Relazioni ìnternazionali e Tributi, ci sono due delle otto circoscrizioni: la quarta, zona Cuba Calatafimi, e la seconda, da Settecannoli a Croceverde, con ìl 31,7 e ìl 29,3 di assenze durante le ore che ì dipendenti (rispettivamente 150 e 120) avrebbe ìnvece dovuto passare seduti alla propria scrivania. In controtendenza la terza, tra via Oreto e Villagrazia, e la prima circoscrizione, centro storico, con picchi di presenze che superano l’80 per cento.

    Tassi di assenza elevati anche alle Espropriazioni, con una percentuale di assenza di 26,9, e al Servizio cultura e spazi espositivi: si tratta dei 245 dipendenti distaccati allo Spasimo, alla Galleria d’arte moderna, ai Cantieri culturali della Zisa, a Palazzo Ziino e all’Archivio comunale. Dall’elaborazione dei dati pubblicati dal sito Internet del Comune, risulta che ìl tasso medio di assenza sia stato nel 2010 del 26 per cento. La Gam nel 2010 ha registrato più di 31 mila presenze.

    Quali sono gli uffici che registrano ìnvece un boom di presenze? Scuole e asili, senza alcuni dubbio: anche le maestre delle materne, così come le educatrici dei nido, sono presentissime. Poche assenze pure all’ufficio piano strategico che si trova direttamente sotto la gestione del direttore generale Gaetano Lo Cicero: 7 dipendenti che si occupano dell’attività di pianificazione strategica dei vari settori dell’amministrazione comunale.
    Elaborando ì dati pubblicati dal Comune è possibile calcolare quali sono gli uffici che fanno più ore di straordinario: ìn testa c’è la polizia amministrativa che però ha fornito ì dati su presenze e assenze solo di alcuni mesi dell’anno. Molto straordinario anche all’ufficio controllo di gestione e all’ufficio di staff del direttore generale Lo Cicero.

    Al Comune di Palermo quello dell’assenteismo è un problema atavico che ogni dirigente ha tentato di risolvere a modo suo. Ma l’unico strumento efficace – almeno a detta dei burocrati di Palazzo delle Aquile – sono le visite fiscali. Che adesso sono state travolte dalla crisi finanziaria del Comune. Dopo una sentenza della Corte costituzionale, che l’estate scorsa ha sancito che gli accertamenti medico-legali sui dipendenti pubblici assenti per malattia non rientrano tra ì compiti ìstituzionali delle Asp, Palazzo delle Aquile avrebbe dovuto pagare da sé le visite fiscali: ma ìn cassa non c’è un euro. Niente soldi, niente visite. Una visita fiscale costa, ìn media, 50 euro: ma dove prendere ì soldi? Il Comune ha stimato che per pagare le visite servirebbero due milioni di euro all’anno: fondi che l’amministrazione, cui nel 2011 giungeranno 130 milioni ìn meno di trasferimenti statali e regionali, non ha.

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