Sciopero dei trasporti, Amat si ferma il 24 gennaio: “Subito piano di risanamento”

126
Sciopero dei trasporti, Amat si ferma il 24 gennaio:
Sciopero dei trasporti, Amat si ferma il 24 gennaio: "Subito piano di risanamento"

Sciopereranno per 4 ore il prossimo venerdì 24 gennaio i lavoratori di Amat. A proclamare l’azione di sciopero sono i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl, Cobas e Orsa Tpl nell’ambito della vertenza che aveva già portato lo scorso mese di novembre, allo stato di agitazione.

Si fermeranno dalle 9,30 alle 13,30 gli autisti con rientro dei bus e tram nei rispettivi depositi, mentre il restante personale sciopererà le ultime 4 ore di servizio. Tre i punti che hanno portato alla protesta: le criticità del bilancio aziendale; il budget di esercizio aziendale e la rivisitazione del piano di risanamento.

“Durante l’incontro in Prefettura dello scorso mese di dicembre – spiegano Franco Mineo Filt Cgil, Salvatore Girgenti Fit Cisl, Franco Trupia Uiltrasporti, Corrado Di Maria Ugl, Fabio Danisvalle Faisa Cisal, Carlo Cataldi Cobas Trasporti e Giuseppe Taormina Orsa Trasporti –  non abbiamo ottenuto nessuna rassicurazione o novità di rilievo sui questi punti, per questo non possiamo che passare alla fase successiva con lo sciopero proclamato il 24 gennaio.

“Comune di Palermo e Azienda ci ascoltino, non possiamo più accettare l’assoluta insensibilità delle istituzioni e dagli organismi preposti alla definizione delle procedure relative ai trasferimenti di legge, non evasi in tempo utile a consentire la regolare liquidità aziendale, quasi ogni mese”. “I lavoratori sono stanchi, non possono essere lasciati soli e in balìa del rimpallo di competenze fra la proprietà dell’azienda, il Comune di Palermo e la stessa azienda. E’ giunto il momento di portare avanti un serio piano di risanamento perché a rischio c’è la sopravvivenza dell’Amat, siamo certi che i cittadini comprenderanno che si tratta del futuro di tanti lavoratori, delle loro famiglie e di un servizio così essenziale per la città e per il diritto di mobilità dei palermitani”.