Sciacca, dissesto idrogeologico: la battaglia di Legambiente  

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A Sciacca ci sono strade ancora chiuse al transito dopo due mesi e mezzo dal nubifragio dello scorso novembre, l’esondazione dei torrenti ha allagato case e provocato danni. Si è ripetuto quanto era già accaduto due anni prima quando il Museo del Mare è stato invaso dal fango e in quella stessa zona, nella località Muciare, si sono perse le tracce dell’allevatore Vincenzo Bono, di 60 anni.

Di lui non si è più avuta nessuna notizia. Oggi è Legambiente che ha promosso un incontro, in città, per parlare di dissesto idrogeologico. «I fatti dello scorso mese di novembre hanno ulteriormente denotato la fragilità della nostra cittadina – dice il delegato Legambiente per il territorio di Sciacca, Massimo Trapani – che si rivela ogni giorno di più insicura sotto il profilo del rischio idrogeologico. Da diversi anni assistiamo ai medesimi episodi, nei medesimi luoghi come un loop di riproduzione di danni sia in termini fisici che in termini piscologici. Il vero dramma – continua – è che ogni anno dopo il verificarsi dei nubifragi questi eventi ritornano nel dimenticatoio del pensiero collettivo forse nel tentativo (vano) di esorcizzare la paura e nella speranza (anch’essa vana) che quanto accaduto non possa più verificarsi”.

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