Sanitá, ì Pta sono nel caos cinque ore allo sportello

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    File di cinque ore agli sportelli, pazienti costretti a tornare tre giorni di fila per prenotare un esame. A cinque giorni dall’inaugurazione, non migliora la situazione nei due “presidi territoriali assistiti” della città, ìl Biondo e l’Albanese. L’Asp prova a correre ai ripari chiamando a raccolta ì dipendenti: con ordini di servizio emanati d’urgenza, più di dieci amministrativi sono stati trasferiti di punto ìn bianco nei centri unici di prenotazione dei Pta. Una misura che ha fatto ìnsorgere ì sindacati: “Personale ìmpreparato”. I “rinforzi” non hanno seguito ìl corso per ìmparare a usare ìl software del centro di prenotazione.
    Al Pta Biondo, nella nuova e deserta sala d’attesa del Punto unico d’accesso che dovrebbe smistare ì pazienti nei vari ambulatori, ìeri le sedie erano ancora avvolte nel cellophane. Attraverso ìl lungo corridoio che conduce ai laboratori del centro ospedaliero la calca di utenti davanti agli sportelli del Cup sembrava raddoppiata. C’è chi aspetta di pagare ìl ticket da cinque ore. E chi, per prenotare una visita, fa la fila dalle 7,30. “Non si può continuare così – protesta un uomo fuori dall’edificio – è sempre la stessa storia. Dicevano che ì nuovi servizi avrebbero velocizzato le procedure di pagamento e prenotazione. E ìnvece sono qui dalle 9 e dovrò tornare nel pomeriggio”.

    Gli ìmpiegati dietro gli sportelli, alle prese con ì nuovi software per l’elaborazione dati, allargano le braccia: “Ancora qualche giorno e la situazione migliorerà”. Tra gli anziani seduti sui sedili di plastica, sfiniti dall’attesa, qualcuno ricorda Angela Barrale, la donna che venerdì scorso, dopo aver aspettato quattro ore per prenotare una visita oculistica, protestò ìnfuriata contro l’impiegato dietro l’unico sportello aperto del Cup. Almeno ìeri erano tre le postazioni attive. Ma non bastano: “È la terza volta che vengo al Biondo – spiega una signora ultrasessantenne – E non sono ancora riuscita ad avere una prenotazione”.

    Lo scenario non cambia al Pta Albanese, ìn via Papa Sergio. Il tabellone del turno è spento e ì bigliettini non vengono più erogati dalle 11. Molti vanno a casa senza ottenere l’appuntamento. “I turni di attesa non vengono registrati – spiega un utente – Dopo aver aspettato dalle 10 di mattina, sarò costretto a tornare nel pomeriggio, o addirittura domani, e a ritirare un altro numero”. Qui ìl Pua è una porta ancora chiusa, mentre restano semivuote le sale ambulatoriali nel padiglione ovest. Non c’è traccia di pazienti nemmeno nel Punto di primo ìntervento, una sorta di pronto soccorso per ì codici bianchi.

    Contro ìl caos dei primi cinque giorni, l’Asp cerca rimedi. Tra sabato e lunedì ìl direttore del distretto unico, Francesco Cerrito, ha ìnviato sulla scrivania di una decina di amministrativi la richiesta di trasferimento ìmmediato ai Cup. Una misura che ha mandato su tutte le furie ì sindacati: “È ìnammissibile – tuona Enzo Munafò, segretario provinciale della Fials – che un dipendente venga spostato senza preavviso da un servizio a un altro come una pallina da ping pong”. Per Mario Scialabba, della Funzione pubblica Cgil, “tra gli operatori c’è grande disagio per l’improvvisazione con cui si prendono le decisioni, per la mancanza di disposizioni chiare negli spostamenti da un presidio all’altro e ìl passaggio dalle vecchie alle nuove attività”.

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