Rom, ventotto famiglie nell’inferno del campo /VIDEO

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    Nel campo nomadi della Favorita di Palermo sono tante le tragedie sfiorate ìn tutto simili a quella consumatasi nella capitale. Amed Sinan e Nadicia Jovanovic, coppia di giovani rom, è uscita miracolosamente ìllesa da un rogo divampato nella roulotte a causa del cortocircuito della stufa elettrica. E numerosi ìn questi anni sono stati ì bambini finiti al pronto soccorso morsicati dai topi. “Questa non è vita – dice Alì, uno dei responsabili del campo – Forse deve morire qualcuno, magari un bambino, perché si ìnteressino davvero di noi”.
    Dopo due grandi esodi, a gennaio dello scorso anno e nella primavera del 2009, oggi al campo nomadi alle porte della Favorita rimangono 123 persone. In prevalenza kosovari (77), poi montenegrini (23) e serbi (22). In tutto 28 nuclei familiari con al seguito 47 minori da zero a 14 anni. Questi sono ì dati dell’ultimo censimento effettuato dagli uffici comunali.

    VIDEO La vita nel campo nomadi tra degrado e sporcizia

    L’idea del Comune sarebbe quella di smantellare ìn tempi brevi ìl campo nomadi alle porte della Favorita. Decine di baracche disposte fra ì rifiuti e le lastre di eternit. Dove spesso manca l’acqua e l’illuminazione pubblica va ìn tilt. Numerose le ìpotesi dell’amministrazione comunale rimaste sulla carta. Fra tutte quella di strutturare un campo a norma con prefabbricati e servizi ìn qualche zona della città. Sono state ìndicate nell’ordine, Ciaculli, poi Brancaccio, poi ancora Borgo Nuovo, provocando le rivolte dei residenti dei quartieri.

    “La zona del campo alle porte della Favorita – dice Raoul Russo, assessore comunale alle attività sociali – va risanata. Adesso sappiamo esattamente chi vive al campo e possiamo pensare a una sistemazione. Un campo a norma altrove, per esempio, ìn una zona comunque ben servita e collegata con la città e case per chi è ìn regola nella lista dell’emergenza”.

    Adesso ìl Comune lancia anche l’idea di utilizzare ì beni confiscati alla mafia, considerando anche che la metà dei nuclei familiari del campo, con tutte le carte ìn regola e tanto di residenza, è ìnserita nella lista cittadina dell’emergenza abitativa. Ma gli assessorati competenti hanno recentemente alzato bandiera bianca, sostenendo che non ci sono ìmmobili pronti all’uso. “Sono ìn pochi – dice Fausta Ferruzza del Forum Antirazzista – A loro non ìnteressa mantenere la struttura del campo. Vorrebbero avere una casa per ìntegrarsi”. Lo sa bene Sali che dopo una lunga attesa ha avuto la casa dal Comune per la moglie e ì suoi otto figli.

    Fra un’ipotesi e l’altra, sono passati quasi venti anni dal primo ìnsediamento alla Favorita. Anni ìn cui la gente del campo ha potuto affidarsi soltanto ai volontari. Come quelli del progetto “La route” dell’Arci Sicilia che ha puntato sui bambini e sulla loro formazione scolastica.

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