Ridotta la scorta a Massimo Russo La giunta attacca la prefettura

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    Riducono la scorta all’assessore Massimo Russo ed è polemica. L’Ucis, l’ufficio centrale per le scorte, ha accolto la proposta del Comitato provinciale per l’ordine e per la sicurezza pubblica di Palermo di ridurre la scorta a Russo, assessore alla Sanità della giunta Lombardo e ìn precedenza pm alla Dda di Palermo. Per la sua sicurezza erano ìmpiegate due auto blindate, ora ridotte a una, e quattro agenti: da oggi gli “angeli custodi” di Russo saranno due. Secondo ìl Cosp, ìl rischio per l’assessore è diminuito, passando dal secondo al terzo livello.

    Ma ìl governo di Palazzo d’Orleans non è affatto d’accordo. La giunta esprime a Russo “la più viva solidarietà e manifesta la propria ìndignazione per la forma con cui una decisione di tale gravità è stata portata a conoscenza dell’interessato”.

    “Contro l’assessore Russo – si legge ìn una nota – si sta sviluppando da tempo una aggressione mediatica e politica la cui unica ragione consiste nel tentare di porre ostacolo a un’azione decisiva di riforma ìn un settore delicatissimo per ì grumi di corruzione e ìnfiltrazioni mafiose che nasconde, come quello della sanità”. La giunta collega questo ridimensionamento della protezione “ad una censura parlamentare e mozione di sfiducia proposte dal Pdl, quasi si stesse prefigurando quel modello di ìsolamento morale e politico che ìn passato si è poi tradotto ìn azioni criminali contro chi voleva ristabilire rigore e legalità”.

    Dopo avere affermato che “nessuno può ìntimidire ìn alcun modo un singolo assessore o questa giunta nel suo complesso”, ìl governo regionale chiede al ministro degli Interni “di ìntervenire ìmmediatamente per ìl ripristino delle condizioni di sicurezza ìndispensabili a Massimo Russo per la sua attività di assessore per la Sanità della Regione siciliana”.

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