Revocati gli arresti domiciliari alla moglie di Angelo Monaco, accusata di traffico di droga


Revocati gli arresti domiciliari alla moglie di Angelo Monaco, accusata di traffico di droga 

Siracusa. Accogliendo l’istanza presentata dall’avvocato Junio Celsti, i giudici del Tribunale penale (presidente, Giuseppina Storaci; a latere, Antonio Dami e Alfredo Spitaleri) hanno disposto la remissione in libertà per la signora Elisabetta Di Mari, accusata assieme al marito Angelo Monaco, di associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti nell’ambito dell’operazione denominata “Vecchia Maniera”. Il Collegio ha, quindi, revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari che aveva concesso alla donna, alcuni mesi fa, in sostituzione della misura più afflittiva della custodia in carcere. Secondo i giudici si sono attenuate le esigenze cautelari per la signora Elisabetta Di Mari, nonostante il capo d’imputazione di cui è chiamata a rispondere, quello appunto di associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti. Una decisione importante – commenta il difensore della signora Di Mari – quella assunta dal Tribunale Penale in quanto consente all’imputata e al suo difensore di raggiungere il traguardo di veder cadere la fattispecie delittuosa di associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti. Una speranza che dovrebbe tramutarsi in una certezza, cioè a dire con l’assoluzione della signora Elisabetta Di Mari, che non ha commesso il reato per il quale su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia il Gip del Tribunale di Catania le applicò la misura cautelare della custodia in carcere”.
Il processo in cui è coinvolta la signora Elisabetta Di Mari vede alla sbarra suo marito Angelo Monaco, Nunziatina Bianca, moglie del capo dell’omonimo clan Trigila, Antonio Trigila, detto Pinnintula, Antonio Rubbino, Giuseppe Lao ed il marocchino Hamid Aliani.
Sono state stralciate le posizioni di Pietro Crescimone, condannato in abbreviato a dieci anni e sei mesi di reclusione, e del rosolinese Giuseppe Aprile, quest’ultimo condannato a cinque anni di reclusione per tentata estorsione ai danni di un’azienda agricola di Rosolini.
Le indagini sono state svolte dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Siracusa attraverso il coordinamento del Pubblico Ministero Alessandro Sorrentino. A fronte delle indicazioni emerse dalle indagini e dalle intercettazioni ambientali e telefoniche, il Gip Veronica Pezzino ha firmato le procedure di custodia in carcere per tutti gli imputati, tra cui appunto la signora Nunziatina Bianca, moglie del capo di Noto, Antonio Trigila, detto Pinnintula, e gli ex consuoceri Angelo Monaco ed Elisabetta Di Mari, genitori di Piero Monaco, prima divenuto collaboratore di giustizia e poi rinnegando la propria scelta ritornato ad essere un detenuto comune.
Inascoltato è rimasto l’appello dell’avvocato Antonino Campisi di tenere fuori dalle criminali vicende del marito la signora Nunziatina Bianca e di farle trascorrere in assoluta serenità la vecchiaia. Sembrava che il Gup accogliesse l’appello del difensore della donna, pure alla luce della ordinanza di revoca del mandato di cattura firmato dalla Gip Pezzino da parte del Tribunale del Riesame che aveva definito come insussistente il reato di estorsione contestato a Nunziatina Bianca. Ed invece, dalla camera di consiglio, è uscita una decisione che addolora non solo la signora Nunziatina Bianca ma oltretutto il suo difensore di fiducia, avvocato Antonino Campisi.

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